La Corte d'Assise di Brescia ha dedicato un'intera mattinata al sopralluogo nei siti indicati da Ombretta Giacomazzi, testimone centrale nel procedimento a carico di Roberto Zorzi per la strage di Piazza della Loggia.
Magistrati togati e popolari, insieme ai pubblici ministeri e ai rappresentanti delle parti civili e della difesa, si sono recati a Verona per confrontare direttamente con la realtà fisica i ricordi forniti dalla donna riguardo agli ambienti frequentati nei mesi precedenti all'attentato del 28 maggio 1974.
Il sopralluogo, ritenuto di particolare importanza per valutare l'attendibilità delle sue dichiarazioni, ha toccato tre location principali: la caserma dei carabinieri di Parona, l'ex sede del Sid in via Montanari e Palazzo Carli, che negli anni Settanta ospitava strutture militari collegate anche alla presenza statunitense. Secondo quanto raccontato da Ombretta Giacomazzi, in questi luoghi si sarebbero tenuti incontri tra esponenti dell'estrema destra e apparati deviati dello Stato, finalizzati a pianificare attentati inseriti nella strategia della tensione.
I giudici hanno esaminato con attenzione accessi secondari, locali seminterrati e vari dettagli architettonici descritti dalla testimone. Alcuni elementi sembrano trovare riscontro parziale con le sue versioni, mentre altre discrepanze restano da approfondire. La decisione definitiva sulla credibilità della testa spetta interamente alla Corte. La difesa dell'imputato, affidata all'avvocato Stefano Casali, ha contestato le ricostruzioni emerse durante la visita, sostenendo che quanto osservato non confermerebbe in modo convincente le dichiarazioni.
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