La Procura, guidata da Luca Tescaroli, ha sottolineato che il materiale sequestrato rappresenta un chiaro legame con la criminalità organizzata
La Squadra Mobile della Questura di Prato ha scoperto un deposito clandestino di armi, munizioni e contanti in via Marchin in località Sant'Ippolito, frazione di Vernio (Prato). L'abitazione era nella disponibilità di un cittadino albanese di 43 anni, pluripregiudicato e irregolare sul territorio nazionale, già sottoposto a detenzione domiciliare per altri reati, e di una donna rumena di 42 anni. Il sequestro comprende cinque armi comuni da sparo pronte all'uso: una pistola Beretta modello 70 calibro 7,65, una pistola Beretta modello 84F calibro 9mm short, un revolver a cinque colpi calibro 5,7 mm Velo Dog, una pistola scacciacani modificata a funzionare come arma vera e una pistola a salve marca Bruni replica di una Glock. Gli investigatori hanno inoltre trovato 75 cartucce di vario calibro e circa 30.000 euro in contanti, suddivisi in mazzette di banconote da 200, 100, 50 e 20 euro. La Procura di Prato, guidata da Luca Tescaroli, ha sottolineato che il materiale sequestrato rappresenta un chiaro legame con la criminalità organizzata e con le attività illecite connesse alla vendita di ARMI e stupefacenti. ‘’Le armi erano funzionali ad azioni atte a attentare all'incolumità individuale o collettiva, mentre il denaro appare frutto della vendita di armi e stupefacenti'', si legge in una nota. L'area di Sant'Ippolito è stata definita dalla Procura un ''laboratorio criminale multietnico'', dove operano gruppi di diversa provenienza con disponibilità di armi e munizioni.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Prato e condotte dalla Squadra Mobile, si inseriscono in un quadro investigativo più ampio che, solo poche settimane fa, aveva portato al sequestro di un laboratorio per la produzione clandestina di armi in uso ad esponenti della criminalità cinese. La scoperta di Vernio evidenzia la complessità dei fenomeni criminali sul territorio, che coinvolgono più etnie e modalità operative, tra cui la produzione e la modifica di armi, la detenzione illegale e la vendita di sostanze stupefacenti. Dal punto di vista normativo, i reati contestati includono la detenzione illegale di ARMI da fuoco e munizioni, la ricettazione e l'associazione a delinquere finalizzata alla compravendita di strumenti atti a offendere, come previsto dal Codice Penale (articoli 407, 585 e 703 c.p.) e dalla legge sulle ARMI (legge n. 110/1975). La detenzione di ARMI modificate o prive di matricola costituisce inoltre reato aggravato, con pene severe che possono superare i dieci anni di reclusione. Gli investigatori sottolineano l'importanza della collaborazione tra le forze di polizia e la Procura per individuare e neutralizzare reti criminali che operano sul territorio, spesso con ramificazioni transnazionali. Il rinvenimento di ARMI e denaro a Vernio conferma la necessità di un monitoraggio costante dei soggetti pluripregiudicati e irregolari, soprattutto quando sottoposti a misure restrittive come la detenzione domiciliare.
