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Miriam Caroccia, figlia del prestanome del clan Senese, sostiene di aver scoperto solo attraverso il Fatto Quotidiano di essere diventata azionista unica di Le 5 Forchette srl, società collegata al ristorante Bisteccheria d’Italia. La giovane ha appreso che il 5 marzo 2026 aveva riacquistato tutte le quote dagli amici di Andrea Delmastro. "Abbiamo fatto fare una visura e abbiamo saputo della cessione: per questo motivo ci siamo messi a disposizione della Procura. Vogliamo conoscere tutte le incombenze della srl perché altrimenti si rischiano conseguenze penali", ha dichiarato l’avvocato Fabrizio Gallo, difensore della ragazza, che già ieri aveva reso nota la disponibilità della sua assistita a presentarsi davanti agli inquirenti. La giovane risulta indagata insieme al padre Mauro Caroccia – attualmente detenuto per scontare una condanna a 4 anni di carcere – nell’inchiesta della Procura di Roma che ipotizza intestazione fittizia e riciclaggio. Secondo i pm, Mauro Caroccia lavorava in nero nel locale intestato alla figlia. Miriam Caroccia ha chiesto di essere ascoltata dai pubblici ministeri e potrebbe essere sentita già la prossima settimana presso la Procura di Roma. La sua posizione rischia di complicare ulteriormente il quadro per gli altri soci? Se la ragazza non ha versato il denaro per le quote, non ha firmato l’atto e si è ritrovata titolare della società senza esserne informata, chi avrebbe agito in sua vece? E in che modo, considerato che il padre era già in carcere al momento del passaggio? Questi e altri dubbi permangono anche dopo le dimissioni di Andrea Delmastro, che, come il trasferimento delle quote, non hanno chiuso la porta a possibili sviluppi investigativi. La giovane, che nel ristorante presta servizio come cameriera nonostante il presunto ruolo di imprenditrice, ha formalmente richiesto di essere interrogata dai pm.

Il documento del commercialista

Nelle scorse settimane Miriam Caroccia è finita al centro dello scandalo rivelato dal Fatto Quotidiano, vicenda che ha determinato le dimissioni dell’ex sottosegretario. Dal dicembre 2024, quando aveva 18 anni, la ragazza ricopriva il ruolo di amministratrice e deteneva il 50% della srl. Nella compagine figuravano anche il deputato di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro con il 25% e quattro suoi conoscenti di Biella: il segretario provinciale di FdI Cristiano Franceschini, il consigliere regionale piemontese Davide Zappalà e l’ex vicepresidente della Regione Elena Chiorino con il 5% ciascuno, mentre Donatella Pelle, moglie dell’avvocato Domenico Monteleone, deteneva il 10%. Il 27 febbraio 2026, dopo che la condanna di Mauro Caroccia senior era divenuta definitiva, Andrea Delmastro ha ceduto le proprie azioni (già trasferite a novembre alla sua società G&G) a Donatella Pelle. Sei giorni dopo quest’ultima ha venduto l’intero pacchetto a Miriam Caroccia insieme agli altri soci piemontesi. Lo si evince dal “contratto di cessione quote” consultabile presso la Camera di Commercio: il commercialista Luca Zambanini, con studio in via Losana a Biella, prende atto che Donatella Pelle, Elena Chiorino, Cristiano Franceschini e Davide Zappalà “intendono cedere” le loro quote a Caroccia, che “ha manifestato la sua intenzione di rendersi acquirente”. I quattro “vendono” quindi il 50% della srl alla giovane che “accetta di acquistare” per 5 mila euro.

“Il prezzo per la compravendita delle singole partecipazioni è già stato corrisposto dalla Sig.ra Caroccia a mezzo di pagamento contanti”, recita il documento. “Il dott. Zambanini – si legge ancora – si impegna a trasmettere e depositare il presente atto, sottoscritto digitalmente dalle parti e assoggettato a marcatura temporale, per l’iscrizione al registro delle imprese”. L’atto risulta depositato, tanto che una semplice visura camerale rivela come dal 5 marzo Miriam Caroccia sia titolare al 100% de Le 5 Forchette. Eppure l’avvocato Fabrizio Gallo smentisce: "La mia cliente non ha 5 mila euro, neanche in contanti. E di questo passaggio di quote era completamente all’oscuro. Come lei anche la madre e il fratello". Per approfondire la questione, il Fatto Quotidiano ha tentato di contattare il commercialista Luca Zambanini tramite i recapiti del suo studio, senza esito. Analogo risultato per le chiamate e i messaggi inviati a Elena Chiorino, Cristiano Franceschini e Davide Zappalà. Va precisato che è prassi consolidata per un commercialista gestire la firma digitale dell’amministratore di una srl di cui segue gli interessi. È altresì possibile che Miriam Caroccia abbia rilasciato una delega in tal senso. Resta però da chiarire se la giovane sia stata davvero tenuta completamente all’oscuro dell’operazione. Proprio su questi aspetti stanno lavorando gli investigatori. Andrea Delmastro ha lasciato l’incarico ministeriale, ma sulla vicenda restano ancora numerosi interrogativi da sciogliere.

Fonte: il Fatto Quotidiano

Foto © Imagoeconomica 

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