Una nuova, inquietante intimidazione si aggiunge alla serie di atti minatori rivolti contro Francesca Mariano, giudice del Tribunale di Lecce. Questa volta, a Galatina, sempre in provincia di Lecce, è stato rinvenuto un bossolo di Kalashnikov all’interno di una busta, abbandonata nei pressi di un’abitazione riconducibile alla magistrata. L’immobile, tuttavia, non è frequentato dalla giudice, ma solo occasionalmente da persone a lei vicine. Le indagini, coordinate dalla Squadra Mobile della Questura di Lecce, sono state immediatamente avviate per risalire agli autori del gesto. La documentazione raccolta sarà trasmessa alla Procura della Repubblica di Potenza, competente per le indagini che riguardano magistrati e giudici di Corti di Appello limitrofe, secondo la prassi consolidata. Francesca Mariano, già sotto scorta dal 2023, è stata oggetto di ripetute minacce negli ultimi mesi. A febbraio 2026, la sua scorta aveva rinvenuto un ordigno rudimentale in un deposito di famiglia, sempre a Galatina, posizionato accanto a una bombola di gas. A novembre 2025, invece, sulla tomba del padre della giudice, nel cimitero della stessa città, erano stati lasciati una testa d’agnello e un coltello, accompagnati da un messaggio intimidatorio: “Prima o poi”, scritto su un biglietto. Negli anni precedenti, le intimidazioni si erano manifestate anche attraverso messaggi scritti con minacce di morte e il ritrovamento di un capretto decapitato, con una lama conficcata davanti alla sua abitazione. Francesca Mariano, nel suo ruolo di giudice per le indagini preliminari, si è occupata spesso di mafia, in particolare del clan Lamendola-Cantanna, attivo nel Brindisino.
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