Un’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce ha portato all’esecuzione di tre ordinanze di custodia cautelare per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Tra gli arrestati figura Pietro Guadalupi (in foto), 36 anni, ex presidente del Consiglio comunale di Brindisi, insieme ad Adriano Vitale e Mauro Iaia. Un quarto destinatario della misura, residente a San Pietro Vernotico, risulta al momento irreperibile. Le misure cautelari, emesse dal giudice per le indagini preliminari Maria Francesca Mariano su richiesta del pubblico ministero Carmen Ruggiero, sono state notificate dalla Squadra Mobile della Questura di Brindisi. L’inchiesta, condotta dalla DDA leccese, accusa i tre di aver agito con modalità tipiche dell’associazione mafiosa. Pietro Guadalupi, nato nel 1991, è stato una figura di spicco nella politica brindisina. Già a 18 anni, nel ruolo di presidente della Pro Loco di Tuturano, si era distinto come uno dei più giovani esponenti dell’associazionismo locale. La sua carriera politica ha visto tappe significative: consigliere comunale, vicepresidente dell’assise cittadina e, nel 2016, presidente del Consiglio comunale di Brindisi, carica che ha ricoperto a soli 25 anni, diventando uno dei più giovani in Italia. Nel 2017 ha conseguito la laurea in Giurisprudenza, dopo aver completato con il massimo dei voti un corso in "Security ed Intelligence. Analisi e gestione". Ha lavorato come project manager in una società di servizi e come consulente presso il Parlamento europeo. Nel 2020, candidato consigliere regionale per Fratelli d’Italia nella lista guidata da Raffaele Fitto, ha ottenuto 3.297 preferenze. Fitto aveva personalmente sostenuto la sua candidatura, partecipando alla presentazione pubblica di Guadalupi. Nel 2023, si era presentato come candidato sindaco per il centrodestra nelle elezioni amministrative.
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