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Il 22 e 23 marzo i cittadini italiani saranno chiamati a esprimersi su un referendum che, secondo Giovanni Bachelet, presidente del Comitato Società Civile per il No, non riguarda una semplice controversia tra magistrati, avvocati o la stabilità dell’esecutivo. "La posta in gioco del Referendum del 22 e 23 marzo prossimo non è una bega fra magistrati e governo o magistrati e avvocati. Non è neppure la stabilità del governo o l'esito delle elezioni, è la tenuta della nostra Costituzione", ha affermato Bachelet durante un evento pubblico a Trento. Il professore ha evidenziato come l’equilibrio dei poteri, conquistato con il sacrificio di partigiani, sindacalisti, giornalisti, politici, poliziotti, carabinieri e magistrati uccisi dal terrorismo e dalla mafia, sia oggi a rischio. "Per quasi ottant'anni la Costituzione, anche attraverso la magistratura, ha difeso i tuoi diritti nella salute, nel lavoro, nell'istruzione, nella diversità sessuale, nella protezione dell'ambiente. Ora tocca a ciascuno di noi difendere la Costituzione. Per questo occorre votare No", ha concluso.


Daria Bonfietti: "Il ruolo del Csm non va modificato, il referendum è fuorviante"

A Bologna, Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, ha spiegato le ragioni del suo No al referendum. "Le norme per l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, credo che siano ancora quelle contenute nella Costituzione: il ruolo del Csm deve essere quello e fingere di cambiare, come si sta proponendo, alcuni pezzi di queste norme, pensando di risolvere i problemi della magistratura, è veramente una cosa non vera", ha dichiarato. Bonfietti ha aggiunto che "È disdicevole che si chieda ai cittadini italiani di esprimersi su una cosa che da sola mostra dei limiti grandissimi", sottolineando come la proposta referendaria sia inadeguata e potenzialmente dannosa per l’equilibrio istituzionale.


Maurizio Landini: "Votare No per applicare la Costituzione, non per cambiarla"

A Foggia, Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, ha ribadito la necessità di votare No al referendum sulla giustizia. "Bisogna votare no perché è necessario che la nostra Costituzione venga applicata. Il nostro problema non è abolire la magistratura, il nostro problema è farla funzionare la magistratura, far funzionare i processi. Questo referendum con la necessità di far funzionare meglio la giustizia non c'entra nulla. La volontà politica del Governo mi sembra molto chiara: non vuole essere controllato, vuole fare quello che gli pare e in questo senso sta mettendo in discussione l'autonomia e l'indipendenza della magistratura e sta per farlo cambiando, chiede di poter cambiare 7 articoli della nostra Costituzione", ha affermato Landini. Il leader sindacale ha ricordato che la Cgil ha sempre difeso la Costituzione, indipendentemente dal governo in carica: "Noi pensiamo che la Costituzione non va cambiata, la Costituzione va applicata in tutte le sue parti. Così come abbiamo detto no all'autonomia differenziata diciamo no anche a questa modifica della Costituzione. Del resto noi questa cosa l'abbiamo fatta anche con altri Governi, abbiamo detto di no anche quando Berlusconi la voleva cambiare, anche quando Renzi la voleva cambiare". Landini ha concluso sottolineando che il No al referendum è un "no molto preciso a rimettere al centro i bisogni delle persone e non gli interessi di chi comanda".

Foto © Imagoeconomica 

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