La porta chiusa a chiave e nessun segno di scasso. Trovate alcune cicche lasciate su una spilla di Falcone e Borsellino
I primi ad accorgersi che c’era qualcosa di strano sarebbero stati alcuni collaboratori del deputato regionale Ismaele La Vardera, leader del movimento ControCorrente: qualcuno potrebbe essere entrato nel suo ufficio all’interno dell’Assemblea regionale siciliana (Ars).
Entrando nella stanza del deputato, hanno notato un dettaglio insolito: alcune cicche di sigaretta elettronica erano state lasciate sopra una spilla raffigurante i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, simbolo che La Vardera indossa spesso durante manifestazioni e iniziative pubbliche. Un particolare, non da poco, che ha acceso immediatamente delle preoccupazioni che hanno condotto a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine.
Gli investigatori hanno lavorato per ore, fino a tarda sera, cercando impronte e tracce genetiche e acquisendo le immagini del sistema di videosorveglianza interno al palazzo.
Ciò che è emerso è il fatto che la porta dell’ufficio era chiusa a chiave e sulla serratura non sono stati rilevati segni di effrazione. Qualcuno, dunque, sarebbe riuscito a entrare senza forzare la porta. L’area in cui si trovano gli uffici del gruppo misto è frequentata da molte persone tra dipendenti, parlamentari e collaboratori, circostanza che rende più complessa l’identificazione di eventuali responsabili.
La Vardera non ha nascosto il suo turbamento: “Avrei preferito non diffondere l’ennesima notizia che inevitabilmente infastidisce la mia serenità e quella dei miei cari. Ma poi - ha spiegato - la notizia è uscita e non posso fare a meno di rassegnare il mio stato d’animo. Mi auguro si faccia chiarezza, perché sarebbe inquietante sapere di non poter stare sereno nemmeno dentro il Parlamento. In ogni caso vado avanti”.
Gli accertamenti si stanno concentrando anche sulla gestione delle chiavi degli uffici dell’Ars. Un dipendente storico del Palazzo dei Normanni - ha fatto sapere “la Repubblica” - ha sottolineato come le serrature delle stanze dei gruppi parlamentari non siano mai state sostituite negli anni. In teoria, quindi, non si può escludere che qualcuno abbia realizzato copie delle chiavi, magari per ragioni diverse e in tempi lontani.
Il clima attorno al deputato era già teso da settimane. Il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto di Palermo Massimo Mariani, aveva recentemente disposto una misura di protezione nei suoi confronti. La Vardera è infatti impegnato da mesi in una battaglia pubblica legata alla gestione della spiaggia di Mondello e, proprio durante questa campagna, aveva ricevuto minacce di morte sui social network. In un episodio particolarmente inquietante, qualcuno aveva anche lasciato una coroncina del rosario nella cassetta delle lettere della sua abitazione.
Foto © Paolo Bassani
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