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Dopo anni sotto scorta per le rivelazioni sulla ‘Ndrangheta ora teme la revoca della protezione 

Tre fori di proiettile comparsi su alcuni cartelli stradali, a pochi metri dall’abitazione del testimone di giustizia Pino Masciari, hanno riacceso l’allarme attorno alla sua sicurezza. A rendere pubblica la vicenda è stato lo stesso imprenditore calabrese, che da anni vive sotto protezione in provincia di Torino, denunciando l’accaduto e puntando il dito contro le istituzioni: “Dovrebbe proteggermi e non lo fa. Anzi, mi perseguita e banalizza la mia situazione, tanto da ipotizzare la revoca della scorta. Eppure, questo ennesimo episodio dimostra che il pericolo per me e la mia famiglia è più concreto che mai: sono distrutto, amareggiato”.  
Masciari aveva denunciato a Catanzaro le pressioni esercitate dalla ’Ndrangheta nel settore edilizio, subendo nel tempo furti, incendi, danneggiamenti, minacce e aggressioni. Nel 1997 era stato ammesso al Programma speciale di protezione dello Stato, conclusosi nel 2010. Da allora si è stabilito nel Torinese, dove continua a vivere sotto scorta. Negli ultimi anni, racconta, le intimidazioni non si sarebbero fermate: “Negli ultimi anni ho ricevuto messaggi di minacce, in cui mi si diceva che ero un ‘predestinato’ e che presto sarei morto. Poi ho ricevuto strane visite sotto casa, con una Mercedes con i vetri oscurati che mi ha seguito. Ma adesso c’è stato un passo in avanti, che ho subito denunciato. Faranno tutti gli accertamenti ma non capisco perché nessuno si sia attivato prima che si arrivasse a tanto: gli uomini della scorta non avevano neanche notato i fori di proiettile, che sono un messaggio ben preciso contro me e la mia famiglia”. 
Sull’episodio è intervenuto anche Davide Mattiello, ex deputato del Pd e presidente dell’associazione Articolo 21 Piemonte, che ha ricordato il valore civile delle scelte compiute dall’imprenditore calabrese: “Con le sue denunce Pino ha scritto una pagina della storia dell’antimafia in Calabria. Però siamo a Torino la città che tra 20 giorni ospiterà la 31esima giornata della memoria dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Non sappiamo se questi tre colpi di pistola siano stati sparati contro Pino e la sua famiglia però ci chiediamo ancora una volta se siano adeguate le misure di tutela che lo Stato ha deciso di adottare per Pino e per chi, come lui, ha reso un servizio davvero straordinario alla Repubblica italiana”. 

Foto © Paolo Bassani 

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