La Procura di Roma ha chiesto il processo per quattro medici con l'accusa di omicidio colposo
Non sono soltanto quattro medici a dover rispondere, sul piano penale, della morte di Andrea Purgatori. Nel procedimento aperto a Roma entrano infatti anche tre strutture sanitarie e tre compagnie assicurative, chiamate dal giudice per l’udienza preliminare come responsabili civili. Tra queste figura il Policlinico Umberto I, insieme a Villa Margherita e alla Casa di Cura Pio XI: realtà che, pur non essendo imputate, potranno essere chiamate a rispondere delle eventuali conseguenze risarcitorie qualora venissero accertate responsabilità.
La decisione del gup accoglie la richiesta avanzata dai legali della famiglia, Alessandro e Michele Gentiloni, che avevano sollecitato il coinvolgimento delle strutture in cui Purgatori era stato visitato e curato. Con questa pronuncia, dunque, non solo le persone fisiche ma anche le persone giuridiche entrano formalmente nel perimetro del processo.
Sul fronte penale, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio del professor Gianfranco Gualdi, dei suoi collaboratori Claudio Di Biasi e Maria Chiara Colaiacomo e del cardiologo Guido Laudani. Secondo il sostituto procuratore Giorgio Orano, i medici avrebbero formulato diagnosi errate e somministrato terapie inappropriate, contribuendo così al decesso del giornalista.
La ricostruzione degli inquirenti parte dall’8 maggio 2023, data della risonanza magnetica a cui Purgatori viene sottoposto. Il giorno successivo, il professor Gualdi della Pio XI avrebbe diagnosticato “senza margini di dubbio una metastatizzazione cerebrale”. Da qui la scelta di avviare la radioterapia, una decisione che per l’accusa si sarebbe fondata su un referto redatto con “grave imperizia, negligenza e imprudenza".
Le contestazioni parlano di una diagnosi sbagliata e di una cura “inutile e debilitante”. Anche dopo la Tac del giugno 2023, Gualdi e Di Biasi avrebbero confermato quell’impostazione clinica: secondo i pm, le immagini avrebbero mostrato “lesioni cerebrali di natura ischemica”, ma nei referti non vi sarebbe traccia di tale indicazione.
Nel frattempo le condizioni di Purgatori peggiorano. Si rivolge anche al cardiologo Guido Laudani, già suo punto di riferimento nei precedenti ricoveri presso la clinica privata Villa Margherita. Qui, secondo quanto emerge dagli atti, sarebbe stato commesso un ulteriore errore: “In presenza di un progressivo deterioramento delle condizioni neurologiche del paziente …. ometteva di impostare un corretto percorso diagnostico idoneo alla ricerca delle cause del quadro embolico”.
L’8 luglio la situazione precipita e il giornalista viene ricoverato d’urgenza al Policlinico Umberto I. In ospedale è presente anche Di Biasi, al quale viene contestato non solo l’errore diagnostico ma anche il reato di falso, unico capo d’accusa doloso. Secondo la Procura avrebbe, “Al fine di occultare l'errore diagnostico…attesta falsamente nel referto dell'esame di risonanza magnetica dell'encefalo del suddetto paziente che il cervello di Andrea Purgatori presentava "diffuso coinvolgimento secondario eteroplasico laddove erano presenti invece chiare ed evidenti lesioni di natura ischemica”.
Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, hanno quindi portato alla richiesta di rinvio a giudizio e all’apertura dell’udienza preliminare. Con la decisione del gup, il processo si annuncia destinato a coinvolgere non solo i quattro medici, ma anche le tre strutture sanitarie e le rispettive assicurazioni, chiamate a rispondere come responsabili civili.
“Siamo soddisfatti per la decisione e seguiremo gli sviluppi del processo”, ha dichiarato l’avvocato Alessandro Gentiloni a margine dell’udienza.
ARTICOLI CORRELATI
Puntata speciale in memoria di Andrea Purgatori
La strana morte di Andrea Purgatori
di Saverio Lodato
Morte Andrea Purgatori: dalla perizia emersa ''catastrofica sequela di errori''
Roma: morte di Andrea Purgatori, la Procura chiede processo per 4 medici
Premio Andrea Purgatori: onore da condividere con la mia squadra e altri colleghi
