Ieri i giudici di Palermo hanno ordinato a Viminale, ministero dei Trasporti e dell’Economia il risarcimento per 76mila euro alla Sea Watch 3
"Il provvedimento di fermo della Sea Watch 5 è stato revocato. Ieri il tribunale di Catania ha deciso di sospendere il provvedimento di fermo di 15 giorni e la relativa multa. Presto torneremo nel Mediterraneo centrale". Ad annunciarlo, sui propri canali social, è la Ong tedesca di soccorso in mare. Il provvedimento di fermo era stato emesso dopo un'operazione di salvataggio di 18 persone, compresi due bambini, lo scorso 25 gennaio con l'assegnazione di Catania come porto sicuro. L'intervento, spiega la Ong, era avvenuto in acque internazionali, nella zona Sar libica, e la sanzione sarebbe stata disposta dalle autorità italiane perché non avrebbe comunicato alle autorità libiche le posizioni di soccorso. Una scelta adottata dalla Sea Watch 5, spiega la Ong, per "le continue violazioni dei diritti umani".
Il provvedimento cautelare è stato emesso nell'attesa del giudizio di merito con udienza fissata per il prossimo 2 marzo davanti la prima sezione civile del Tribunale di Catania. "Rilevato che dal tenore complessivo delle allegazioni emergono i presupposti per la sospensione 'inaudita altera parte' - scrive il giudice Mariaconcetta Gennaro nel decreto di fissazione dell'udienza - in quanto, pur essendo decorso il termine di fermo amministrativo, si rinviene un pregiudizio nel possibile aggravamento della risposta sanzionatoria a fronte di eventuali reiterazioni della violazione". Per questo motivo, il Tribunale "sospende l'efficacia esecutiva dell'ordinanza emessa dal prefetto di Catania" e "fissa, per la trattazione dell'istanza cautelare nel contraddittorio delle parti, l'udienza del 2 marzo 2026 alle 13.30".
La sentenza arriva a ventiquattro ore dal frontale attacco della premier Giorgia Meloni e del governo ai giudici di Palermo che hanno ordinato a Viminale, ministero dei Trasporti e dell’Economia e prefettura di Agrigento di risarcire l’ong tedesca per il fermo illegittimo di Sea Watch 3. Un totale di 76mila euro che lo Stato deve pagare all’one, e altri 14mila euro per spese legali.
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