Il Consiglio Superiore della Magistratura ha designato Alessandra Dolci alla guida della Procura della Repubblica di Venezia. La decisione è maturata nel corso della seduta plenaria odierna, che ha registrato una netta divisione tra i componenti: 14 voti sono andati a favore di Dolci, attualmente procuratrice aggiunta a Milano, mentre altri 14 hanno sostenuto la candidatura di Sebastiano Ardita, procuratore aggiunto presso la Procura di Catania. La prevalenza di Alessandra Dolci è stata determinata dalla valutazione di “migliore collocazione in ruolo”. Tre consiglieri si sono astenuti durante la votazione, tra i quali il vicepresidente del Csm, l’avvocato padovano Fabio Pinelli.
Entrata in magistratura nel 1986, ha intrapreso il proprio percorso professionale come pubblico ministero presso la Procura di Monza. Nel 1998 è approdata alla Procura di Milano, dove ha esercitato le funzioni di sostituto procuratore fino al 2017, anno in cui è stata nominata procuratrice aggiunta nello stesso ufficio.
La relatrice Miele, nel presentare la proposta al plenum, ha sottolineato come Dolci rappresenti la figura più idonea per l’incarico direttivo vacante dal 23 ottobre 2024 (magistrato uscente Bruno Cherchi). Pur riconoscendo l’elevato profilo professionale di tutti i candidati – giudicati equivalenti quanto a merito complessivo, anche alla luce delle audizioni svolte in Quinta Commissione – la relazione ha evidenziato il curriculum della candidata come particolarmente adatto alle esigenze dell’ufficio veneziano.
Per l’altro candidato, Sebastiano Ardita, è stata formulata una proposta distinta. Nominato il primo agosto 1991, ha iniziato come sostituto procuratore a Catania dal 16 settembre 1992. Ha poi accumulato rilevanti esperienze fuori ruolo: dal 29 settembre 1999 alla Commissione parlamentare Antimafia, dal 15 novembre 2001 come Direttore Generale dei Detenuti e del Trattamento al Ministero della Giustizia, dal 25 settembre 2018 come componente del Consiglio Superiore della Magistratura. Tra gli incarichi in procura figurano la nomina a procuratore aggiunto a Messina dal 15 maggio 2012 e a Catania dal 22 dicembre 2017, con ritorno nell’incarico dal 3 aprile 2023.
Ardita possiede una consolidata esperienza nel contrasto alla criminalità organizzata mafiosa, in particolare sulle indagini relative alla famiglia di Cosa nostra catanese e all’area della provincia di Siracusa. Ha seguito procedimenti complessi, occupandosi sia della fase investigativa sia di quella dibattimentale (anche davanti alla Corte d’Assise), con competenza specifica su maxiprocessi, assetti associativi, reati-fine quali omicidi, estorsioni, traffico di stupefacenti e riciclaggio, oltre che sulla gestione dei collaboratori di giustizia. Negli ultimi anni, a Catania, ha coordinato la D.D.A. – Area 3 (province di Siracusa e Ragusa), le misure di prevenzione, il Gruppo Esecuzione Penale, il gruppo dedicato alle fasce deboli e il cosiddetto “Codice Rosso” da luglio 2023.
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