Udienza saltata al 18 febbraio alle 10.30 davanti ad un altro collegio presso il Tribunale di Firenze.
Il processo a Salvatore Baiardo, l'ex gelataio di Omegna (Novara) già condannato negli anni '90 per favoreggiamento ai boss mafiosi Giuseppe e Filippo Graviano, è stato reinviato: il presidente del collegio si è astenuto in quanto si era già occupato del caso nelle precedenti fasi giudiziarie, in particolare le custodie cautelari.
I reati contestati sono per calunnia aggravata nei confronti del giornalista Massimo Giletti e dell'ex sindaco di Cesara, in Piemonte, Giancarlo Ricca. Contestati anche i reati di favoreggiamento personale con l'aggravante dell'agevolazione mafiosa.
La vicenda giudiziaria riguarda in particolare la presunta calunnia di Baiardo durante le puntate di "Non è l'Arena", la trasmissione condotta da Giletti su La7 fino alla sospensione del 13 aprile 2023: secondo l'accusa, l'ex gelataio avrebbe negato un episodio in cui avrebbe mostrato al conduttore una foto degli anni '90 che ritrarrebbe Berlusconi, il boss Graviano e il generale dei carabinieri Francesco Delfino, sostenendo che il giornalista lo avesse inventato. L’ex gelataio di Omegna è stato però prosciolto per le dichiarazioni contestate dalla Dda fiorentina come favoreggiamento che costituivano una riproposizione di quelle già fatte nel 2011 relative a un presunto incontro con Paolo Berlusconi a Milano e alla presenza dei Graviano a Palermo o a Omegna il giorno della strage di Capaci del 1992. Massimo Giletti si è costituito parte civile, assistito dall'avvocato Antonio Ingroia. Baiardo è difeso dall'avvocato Roberto Ventrella.
Per la prossima udienza i pm Leopoldo De Gregorio e Lorenzo Gaestri hanno dato parare positivo alla partecipazione dell'imputato alle udienze.
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