Il governo riscrive il decreto sul Ponte sullo Stretto, cancellando le parti più controverse e recependo i rilievi arrivati dal Quirinale. Nell’ultima versione del testo, rimaneggiata a poche ore dal Consiglio dei ministri dai tecnici del ministero delle Infrastrutture, sparisce la norma che avrebbe limitato i poteri della Corte dei conti sugli atti del Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) necessari a sbloccare i lavori del collegamento tra Calabria e Sicilia. Non solo: viene anche accantonata la nomina di Pietro Ciucci (in foto) a commissario straordinario dell’opera.
La svolta matura dopo il faccia a faccia tra Matteo Salvini e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, avvenuto martedì mattina al Quirinale. È in quell’incontro, spiegano fonti dell’esecutivo, che il ministro dei Trasporti prende atto delle osservazioni del Colle e sceglie una linea più prudente nei confronti della magistratura contabile, con l’obiettivo di rimettere in moto un progetto che resta di fatto fermo.
In pubblico il leader del Carroccio sconfessa le bozze circolate nelle ore precedenti: "Non c’è mai stata – dice – nessuna norma che limitava i poteri della Corte". Una dichiarazione che prepara il terreno alla riscrittura dell’articolo contestato. Lo stesso atteggiamento emerge sul fronte della governance: "Ci facciamo carico noi al ministero di tutti i procedimenti per ottemperare alle richieste della Corte dei conti, per andare a Bruxelles a parlare con la Commissione europea e per avviare i cantieri". Compiti che, nelle intenzioni iniziali, sarebbero dovuti finire nelle mani di Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina, chiamato a fare da raccordo con la Corte dei conti e da riferimento per i ministeri nella predisposizione dei nuovi documenti, oltre che nei rapporti con l'Ue.
La rinuncia alla nomina è certificata nero su bianco nell’ultima versione del decreto. Sarà infatti il Mit a occuparsi "degli adempimenti istruttori propedeutici all’adozione di nuova delibera del Cipess", in coordinamento con Palazzo Chigi e con gli altri dicasteri coinvolti, e a gestire il confronto con Bruxelles sulla compatibilità del progetto con le norme europee. Una scelta che cambia l’architettura prevista e riporta il dossier integralmente negli uffici del governo.
La decisione, però, non è indolore. Fonti vicine a Ciucci fanno intendere che il manager non avrebbe gradito il passo indietro e l’irritazione sarebbe arrivata fino alla presidenza del Consiglio. Del resto, l’idea di affidare a lui l’incarico era nata proprio per scongiurare un’ennesima bocciatura dei conti pubblici, puntando su quello che a Palazzo Chigi veniva considerato "l’uomo del Ponte". Ora quella strategia è archiviata e il progetto torna nelle mani dei ministeri, con un approccio più cauto verso i controlli e una linea politica che, almeno per ora, cerca la via della conciliazione istituzionale.
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- Jamil El Sadi
