L’intervista alla scrittrice su Radio UnitelmaSapienza
Ospite di Good Morning UnitelmaSapienza, la rassegna stampa mattutina di Radio UnitelmaSapienza, in onda ogni giorno dalle 9 alle 10 con Roberto Sciarrone e Cristina Accardi, è stata Anna Vinci, scrittrice e giornalista che da anni custodisce e rilancia il racconto umano e politico di Tina Anselmi, una delle figure più importanti della storia repubblicana italiana.
L’occasione è stata duplice: i vent’anni dalla pubblicazione di “Storia di una passione politica” e i quindici anni da “La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi”, due volumi che hanno restituito al Paese non un’icona imbalsamata, ma “una donna viva, combattiva, profondamente radicata nel suo tempo eppure lucidissima nel guardare oltre”, dice l’autrice. Partigiana giovanissima, prima donna ministro della Repubblica nel 1976, Anselmi ha trasformato l’esperienza della Resistenza in pratica quotidiana di responsabilità pubblica, diventando un pilastro concreto dei diritti, in particolare di quelli delle donne, e un argine fermo contro le ambiguità del potere.
Nel dialogo radiofonico, Anna Vinci ha ricordato come Tina Anselmi avesse due punti cardinali non negoziabili: l’infanzia e la verità delle parole. Le parole, dice la scrittrice, “servono per raccontare e chiarire, non per nascondere. Un principio che oggi suona più che mai necessario”. La sua azione alla guida della Commissione parlamentare sulla loggia P2 resta uno degli atti più limpidi di difesa delle istituzioni democratiche, un lavoro svolto senza clamore ma con rigore inflessibile, capace di smascherare meccanismi di manipolazione che ancora oggi minacciano l’ordine democratico del Paese.
L’intervista ha intrecciato memoria e presente, anni Settanta e attualità, sottolineando come il lascito di Tina Anselmi non sia confinato al passato. “La sua attenzione maniacale per il peso delle parole, la sua diffidenza verso la retorica e la sua idea di politica come servizio concreto” sono strumenti preziosi per leggere anche le tensioni del nostro tempo. “Non una supereroina nel senso mitico del termine, ma una donna che faceva, che costruiva leggi, diritti, percorsi, assumendosi sempre la responsabilità delle conseguenze”.
Nel corso della trasmissione è stato ricordato anche l’incontro del 17 febbraio alla Casa della Memoria e della Storia di Roma, dove Anna Vinci tornerà a raccontare Tina Anselmi insieme all’attrice Sara Poledrelli, a conferma di un impegno che non si esaurisce nei libri ma continua nel racconto pubblico, nell’incontro con le persone, nella trasmissione di una memoria viva.
L’intervista di Radio UnitelmaSapienza ha così restituito il senso profondo del lavoro di Anna Vinci: non celebrare, ma tramandare; non semplificare, ma chiarire; senza addolcire la storia, ma rendendola comprensibile e necessaria in un momento storico in cui figure come quella di Tina Anselmi sarebbe più che necessaria.
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