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Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è intervenuto alla Camera per riferire sugli scontri avvenuti sabato a Torino: nel suo discorso ha inasprito notevolmente i toni, definendo i fatti come “dinamiche squadristiche e terroristiche” finalizzate a compattare “la galassia anarco-antagonista”. Ha poi rivolto critiche dirette a esponenti dell’opposizione presenti in città, accusandoli di offrire “prospettive di impunità”.
Le dichiarazioni del titolare del Viminale, rilanciate e condivise anche dalla vicecapogruppo di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli, sembrano anticipare i contenuti del pacchetto Sicurezza che il Consiglio dei ministri approverà giovedì. Il governo intende così indijcare con chiarezza modalità e soggetti legittimati a manifestare.
Dall’altro lato, le forze di opposizione denunciano una “strumentalizzazione” politica delle violenze e stanno definendo una risoluzione unitaria di risposta.
La mozione presentata dalla maggioranza esprime solidarietà alle forze dell’ordine e chiede tre interventi principali: tutelare gli agenti nelle “azioni svolte nell’esercizio delle loro funzioni” attraverso uno scudo penale, rafforzare “l’attività di prevenzione della commissione di reati in occasione di pubbliche manifestazioni” e proseguire “l’azione di sgombero degli immobili pubblici e privati illegalmente occupati secondo i criteri oggettivi di priorità delle Prefetture”.
Il testo del decreto e il disegno di legge collegato sono stati trasmessi ieri mattina agli uffici giuridici del Quirinale. Per consentire al presidente della Repubblica Sergio Mattarella un esame approfondito delle norme, il Consiglio dei ministri inizialmente calendarizzato per oggi è stato rinviato di 24 ore e si terrà domani pomeriggio.
Tra le misure certe figurano restrizioni sull’uso dei coltelli da parte dei minorenni, con particolare riferimento ai cosiddetti “maranza”. È probabile l’inserimento dello scudo penale, che – su indicazione del Quirinale – dovrebbe estendersi a tutti i cittadini e non solo alle forze di polizia, per rispettare l’articolo 3 della Costituzione. In queste ore la norma è oggetto di riscrittura per essere tipizzata e inserita nel provvedimento.
Potrebbe invece slittare nel disegno di legge (con iter più lungo) il fermo preventivo di 12 ore, misura che convince meno il Colle. Il governo tuttavia insiste per mantenerlo nel decreto, circoscrivendolo – sul modello degli ultras negli stadi – a soggetti con precedenti o sospettati di atti violenti. Non troverà spazio la cauzione per i manifestanti chiesta dalla Lega. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni punta a un segnale immediato, anche per consolidare il consenso a destra dopo l’uscita di Roberto Vannacci dalla Lega.

Il confronto con il Colle

Il confronto con il Colle sullo scudo penale era in corso da tempo; per superare le obiezioni presidenziali il governo ha deciso di estenderlo a tutti i cittadini.
Il nodo centrale resta proprio il fermo di 12 ore. Gli uffici di Alfredo Mantovano hanno cercato di delimitarne l’ambito, ma il Quirinale ha ribadito che ogni intervento preventivo richiede il coinvolgimento di un magistrato. Le opposizioni e diversi osservatori parlano di misure liberticide; per Meloni e Salvini si tratta invece di un tema identitario, tanto più urgente dopo le mosse di Vannacci a destra.
Il costituzionalista Gaetano Azzariti, docente alla Sapienza, ha definito l’impostazione governativa in un’intervista a Repubblica: “Il governo utilizza i fatti di cronaca per costruire un modello ideale di ordine pubblico sempre più autoritario”. Ha citato precedenti come il decreto Rave, il decreto Cutro e il decreto Caivano, tutti “pensati per inseguire le ultime notizie” e frutto di “reazioni di pancia a fatti certamente gravi”.
Azzariti ha aggiunto: “Le leggi forniscono già tutti gli strumenti per contrastare la violenza e sanzionare eventuali reati. È il compito dell’autorità giudiziaria, che infatti sta già svolgendo le sue indagini. All’esecutivo, invece, spetta salvaguardare lo Stato di diritto e tutelare la libertà democratica di migliaia di persone che hanno protestato in modo pacifico nel capoluogo piemontese, così come altrove”.
Secondo la premier, invece, il “lassismo” dei magistrati vanificherebbe gli sforzi di polizia e Parlamento. Il costituzionalista ha replicato: “Mi sembra un modo per strumentalizzare quello che è accaduto in ragione della campagna verso il referendum del 22-23 marzo. Personalmente ritengo non si dovrebbe mai piegare i fatti di cronaca per convincere gli elettori a votare in un modo o nell’altro, ma vedo che invece è un vizio ricorrente”.

Foto © Imagoeconomica

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