Al giornalista contestata l’interpretazione della circolare sulla promozione dei libri. Sospetti sulla tempistica: la nota arriva dopo l’ospitata da Gramellini in cui ha parlato dei fatti di Torino
La Rai richiama Sigfrido Ranucci per le sue apparizioni a La7. “Limita le tue presenze”. La comunicazione, interna alla sede Rai, arriva dopo che la scorsa settimana il conduttore di Report aveva presentato il suo libro alla tv di Urbano Cairo. Il libro, “Navigare senza paura”, tratta un tema attualissimo, quello dei rischi della disinformazione e delle fake news e si rivolge a un pubblico giovanile. "Caro Sigfrido, la tua interpretazione della circolare interna sulla promozione dei libri ha creato disparità fra i colleghi. La circolare, inoltre, manca di una sua declinazione in regime di par condicio. Per questo, senza intenzione di limitare il diritto di auto promozione, chiederò alle direzioni preposte di valutare una direttiva che garantisca parità di trattamento e pluralismo soprattutto in regime di par condicio. Ti chiedo, nel frattempo, di limitare le tue presenze a La7 poiché la circolazione in oggetto, a mia libera interpretazione, ne prevede una per broadcaster”.
La risposta puntuale di Ranucci: “La circolare non l’ho interpretata, quella a cui fate riferimento non prevede limiti alla presentazione di libri”, ha scritto in sintesi. “Ho semplicemente accettato gli inviti che alcune trasmissioni hanno inoltrato alla mia casa editrice”. Tutte di La7 - “Otto e Mezzo”, “diMartedì”, “In altre parole” - una sola dalla Rai: quella di Giorgio Zanchini. La comunicazione di viale Mazzini stride per contenuto: la par condicio non c’entra nulla trattandosi di un libro sulle fake news e non sul referendum. Inoltre la circolare interna agli uffici consente che i giornalisti Rai possano essere ospitati su altri canali per parlare dei propri libri, è solo richiesta una comunicazione all’azienda. Diversa, come sottolinea Ranucci, è quella che invece limita le presenze in veste di opinionisti per evitare di avvantaggiare la concorrenza: in quel caso, infatti, bisogna chiedere un’autorizzazione e avere il via libera.
La nota della Rai arriva giusto dopo le dichiarazioni rilasciate dal giornalista a Gramellini sabato 31 gennaio, sugli scontri di Torino che non sarebbero piaciute ai piani alti di Viale Mazzini. Da qui sarebbe partita la richiesta della Rai al suo conduttore di limitare le presenze a La7, nonostante Ranucci si trovasse ospite di Gramellini (e prima ancora di Lilli Gruber e Giovanni Floris) solo per pubblicizzare il libro.
"Parlavamo dell'ICE", ha chiesto Gramellini, "e invece che idea ti sei fatto di quello che è successo a Torino?". La risposta del giornalista avrebbe fatto scattare il fastidio dei piani alti della Rai: “In questo contesto è ancora più dannoso, perché finisce per giustificare la democrazia del controllo e della sorveglianza, tanto cara in una parte degli Stati Uniti che ci ha invaso già da anni. La Meloni ha detto che i manifestanti sono nemici dello Stato? La maggior parte di questi lo Stato li conosce, per me. C'è un sospetto di voler rovinare l'altra metà di chi ha partecipato alla manifestazione con ragioni serie”.
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