Ai magistrati è arrivato prima della messa in onda dell’inchiesta sul sistema informatico installato in 40mila computer dei tribunali d’Italia
Un esposto del ministero della Giustizia dello scorso 24 gennaio ha portato la procura di Milano a indagare, con l'ipotesi di accesso abusivo a sistema informatico, un tecnico ministeriale del distretto torinese intervistato da Report per lo scoop sul software ECM. Un software installato in 40mila computer dei tribunali di tutta Italia grazie al quale è possibile accedere al Device da remoto senza autorizzazione dell’utente e senza lasciare traccia. L’esposto è arrivato prima della messa in onda - domenica - della puntata. A riportarlo oggi è il Corriere della Sera. Il tecnico in una intervista sotto anonimato prima alla trasmissione d’inchiesta Rai e poi a Il Fatto Quotidiano, aveva raccontato d'aver dimostrato al gip del tribunale di Alessandria Aldo Tirone, in un esperimento fatto con il consenso del gip sul suo computer d'ufficio, che il programma informatico ministeriale Ecm può essere utilizzato a distanza, senza lasciare traccia dagli amministratori ministeriali di sistema, per osservare a insaputa del magistrato lo schermo del suo pc e agirvi come se si fosse alla sua tastiera. Il Ministero nell'esposto ha trasmesso il carteggio con gli uffici di Torino nel 2024-2025, ha di fatto "scelto" Milano, individuando il gip Tirone come "parte offesa". Nelle interviste il gip aveva con chiarezza confermato che il tecnico avesse agito con il proprio consenso: ma il ministero, ed evidentemente in questa embrionale fase la Procura, muovono dal presupposto che il consenso sia irrilevante nel caso in cui l'accesso del tecnico dovesse risultare avvenuto non, come raccontato in tv dal tecnico, usando semplicemente le proprie credenziali, ma con ulteriori «forzature» tecniche della rete del Ministero, a detta del quale quella funzione di Ecm non potrebbe proprio funzionare senza passare dall'approvazione dei magistrati. Ora l'inchiesta affida alla Polizia postale l'incarico di dirimere l'affidabilità o meno di Ecm: cioè del software di Microsoft utilizzato dal Ministero (come da molte aziende private alle prese con reti di migliaia di pc impossibili da manutenere con tecnici in presenza fisica) per installare software, aggiornamenti, presidi di sicurezza.
Foto © Imagoeconomica
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