Un’organizzazione dedita allo smaltimento illecito di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, spesso mescolati con rifiuti urbani, è stata smantellata grazie a un’inchiesta coordinata dalla procura di Salerno e condotta dai carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli. Ieri è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Salerno nei confronti di 12 indagati: 8 misure consistenti negli arresti domiciliari e 4 obblighi di dimora. Le operazioni, supportate dai Comandi provinciali dell’Arma di Salerno, Napoli e Caserta, hanno portato anche a diversi sequestri. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, gli indagati – tra cui autisti, organizzatori dei trasporti, intermediari e gestori di fatto e formali delle società coinvolte – hanno gestito il traffico illecito di rifiuti speciali provenienti principalmente da impianti del Napoletano e del Casertano. I materiali, in prevalenza scarti del trattamento di rifiuti speciali, industriali, tessili e indifferenziati urbani, venivano smaltiti attraverso società di intermediazione del settore con l’obiettivo di dimezzare i costi previsti dalla normativa vigente, eludendo gli obblighi di legge.
Il traffico si è articolato in tre modalità principali. In un primo caso, i rifiuti industriali venivano raccolti presso un’isola ecologica e poi conferiti all’impianto pubblico Stir di Battipaglia: i vertici dello Stir, secondo gli investigatori, sono rimasti estranei alle condotte illecite in quanto indotti in errore mediante miscelazione fraudolenta dei rifiuti e false certificazioni prodotte da dipendenti infedeli delle ditte di trasporto, incaricate anche del servizio di nettezza urbana. Un secondo canale prevedeva l’abbandono dei rifiuti su terreni agricoli, anche al di fuori della Campania. Il terzo consisteva nell’interramento dei materiali in un’area del comune di Roccadaspide, al confine del Cilento, in prossimità di un’azienda di allevamento suini. Tale pratica è proseguita per diversi mesi ed è stata in parte interrotta con il sequestro preventivo dell’area; il provvedimento odierno ha consentito, per gli inquirenti, di interrompere definitivamente la filiera illecita.
Le condotte sono state rese possibili attraverso la falsificazione della classificazione dei rifiuti e la predisposizione di documenti di trasporto e fatture non corrispondenti alle operazioni realmente effettuate. Sono stati sequestrati due impianti coinvolti nel ciclo di smaltimento, otto automezzi utilizzati per i trasporti e 530mila euro, ritenuti il profitto derivante dai reati di traffico organizzato di rifiuti e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Nel corso della conferenza stampa convocata a Salerno, il procuratore vicario Rocco Alfano ha definito l’attività “criminale molto pericolosa” e ha affermato che l’indagine ha permesso di “porre un freno” a un fenomeno “purtroppo noto dalle nostre parti”, caratterizzato dal trasporto illecito organizzato attraverso due società coinvolte. Ha precisato che i rifiuti venivano abbandonati in terreni fuori Campania o conferiti allo Stir di Battipaglia, i cui vertici risultano vittime in quanto tratti in inganno, e ha evidenziato l’interramento a Roccadaspide in prossimità di un allevamento di suini. Il colonnello Pasquale Starace, comandante del Gruppo Carabinieri Tutela Ambientale di Napoli, ha sottolineato che lo smaltimento illecito con queste modalità non è più un fenomeno limitato alla Campania, ma assume dimensioni nazionali e internazionali. Ha rilevato un aumento delle spedizioni di rifiuti dall’Italia verso l’estero, spesso con tipologie dichiarate diverse da quelle effettive, circostanza che genera respingimenti e consente di attivare alert per ricostruire l’intera filiera.
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