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"È l'intera linea della riforma che ha l'obiettivo di subordinare la magistratura al controllo della politica. Ed è una cosa che viene da lontano". Così Alfredo Morvillo, coordinatore del comitato per il No al referendum di Palermo, ex magistrato e genero di Giovanni Falcone, intervistato a margine della presentazione del libro “Mani legate. La separazione delle carriere per addomesticare la giustizia” (PaperFirst), scritto dal presidente del Tribunale di Palermo, Piergiorgio Morosini, e dalla giornalista Antonella Mascali.





"In un primo momento le attenzioni erano rivolte soltanto al pubblico ministero. Oggi le attenzioni sono rivolte anche ai giudicanti - ha spiegato l'ex magistrato -. Sul pubblico ministero si è agito privandolo di alcune possibilità di intervento, possibilità di aprire l'indagine; sui giudicanti la linea è quella di minarne la credibilità e di darli all'opinione pubblica come inattendibili, non meritevoli di fiducia. Quindi questo è un lavoro che parte da lontano, la cui conclusione, se tutto continua ad andare avanti in questa maniera, sarà quella di estrarre il pubblico ministero dall'ordine giudiziario per asservirlo all'esecutivo".

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