Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

L’intervista al presidente del Tribunale di Palermo a margine della presentazione del suo libro “Mani Legate” scritto con Antonella Mascali

"Questa riforma non accorcerà la durata dei processi e non renderà la giustizia più efficiente. Renderà la giustizia più facilmente condizionabile dalla politica, perché l'organo che deve difendere l'autonomia e l'indipendenza dei magistrati, cioè il Consiglio superiore della magistratura, viene sostanzialmente rimodulato e, se dovesse esserci questa novità, la componente politica sarà egemone all'interno di questo Consiglio superiore, perché sarà scelta dalla maggioranza di turno".
A parlare è Piergiorgio Morosini, presidente del Tribunale di Palermo, intervistato a margine della presentazione del suo libro “Mani legate. La separazione delle carriere per addomesticare la giustizia” (PaperFirst), scritto insieme alla giornalista Antonella Mascali. L’evento, organizzato da Catia Castiglione alla libreria Feltrinelli di Palermo, si è trasformato in un forum serrato sul referendum confermativo che, nel marzo 2026, chiederà ai cittadini di approvare o respingere la legge costituzionale approvata dal Parlamento il 30 ottobre 2025, senza modifiche sostanziali rispetto al testo originario.





"C'è un tema molto delicato che è quello della giustizia disciplinare nei confronti dei magistrati - ha spiegato -. La giustizia disciplinare naturalmente è un qualcosa di importante, perché anche i magistrati naturalmente possono violare dei doveri professionali o comunque possono tenere delle condotte abusive ed è giusto quindi che paghino dopo un giudizio della Corte disciplinare. Però è un'arma a doppio taglio perché in passato, prima della Costituzione, il procedimento disciplinare veniva utilizzato anche per condizionare i giudici nelle loro valutazioni, per renderli molto più conformi a quelli che erano certi orientamenti che avevano l'appoggio del potere politico". 

Foto © Paolo Bassani 

ARTICOLI CORRELATI

Separazione carriere, Morosini: ''Ci giochiamo una fetta importante della Costituzione''


ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos