Ancora un caso di violenza e abusi sessuali si è verificato all’interno del carcere della Dogaia. Lo ha reso noto il procuratore di Prato Luca Tescaroli, che nei mesi scorsi ha disposto diverse perquisizioni nella struttura portando alla luce un sistema di criminalità “pulviscolare” diffuso da tempo.
Nella nota diffusa dal procuratore si legge che, dopo gli interventi repressivi di giugno e novembre disposti da questo ufficio, si è registrata una recrudescenza criminosa in seno alla Dogaia.
L’ultimo episodio è avvenuto sabato: un marocchino di 25 anni è stato aggredito nella cella da un altro detenuto. Secondo quanto riferito, la vittima ha subito non solo percosse ma anche violenza sessuale. Al marocchino è stata diagnosticata una prognosi di 30 giorni per le lesioni riportate.
Il procuratore ha aggiunto che il 16 gennaio si è verificata un’ulteriore azione violenta nei confronti di un altro detenuto italiano di 27 anni, finalizzata alla commissione di violenza sessuale.
Risalendo nel tempo, gli episodi risultano numerosi. Il 22 dicembre un detenuto brasiliano di 27 anni è stato oggetto di un’aggressione fisica da parte di un altro detenuto: il brasiliano è stato graffiato al volto e al braccio con un pezzo di legno su mandato di un terzo detenuto.
Inoltre, il 29 novembre si è verificato l’uso di violenza gratuita da parte di un appartenente alla polizia penitenziaria ai danni di un detenuto presente in infermeria. Tescaroli ha inoltre segnalato denunce di inadeguata protezione del personale sanitario che accede dall’esterno per prestare la propria opera professionale quando entra in contatto con i detenuti.
Un paio di settimane fa è emerso che da mesi un altro detenuto subiva violenze e soprusi dal compagno di cella. Tali condotte sono cessate solo dopo che l’uomo ha trovato il coraggio di denunciare la situazione fuori controllo. 

Foto © Imagoeconomica 

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