"Alla fine arriva il dietro-front. La protesta degli ambientalisti e delle opposizioni, ma soprattutto la rivolta dei magistrati contabili e i dubbi del Quirinale parrebbero aver obbligato Matteo Salvini a cambiare la norma che limita il potere di controllo della Corte dei Conti sull'iter di approvazione del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Una modifica indirettamente ammessa ieri dallo stesso ministro delle Infrastrutture leghista nella sua replica alle proteste dell'associazione dei giudici erariali", si apprende dal Fatto Quotidiano. "La norma, rivelata sabato dal Fatto, era stata inserita nella bozza del decreto Infrastrutture. Prevede la nomina dell'amministratore delegato di Stretto di Messina spa, Pietro Ciucci, a commissario incaricato di "coordinare" l'attività per rivedere la delibera del Cipess che aveva approvato il progetto del Ponte e che a ottobre era stata bocciata dalla Corte dei Conti. Nell'articolo di legge gli uffici del ministro hanno inserito anche un paio di commi che di fatto svuotano il controllo della Corte, impedendogli di verificare gli atti "correlati e presupposti" della delibera, cioè quasi tutti, e introducendo uno scudo erariale da possibili contestazioni per"colpa grave" per l'intero iter di approvazione della maxi-opera, dal decreto del 2023 con cui Salvini l'ha resuscitata fino all'approvazione definitiva della delibera Cipess".
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Ponte, dietrofront sui controlli. Salvini cede al Quirinale
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