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Gli investigatori della Polizia Postale di Torino hanno smantellato un’organizzazione dedita alla produzione e alla diffusione di materiale pedopornografico, che coinvolgeva direttamente minori vittime di sfruttamento sessuale. Al termine di due anni di indagini sotto copertura, coordinate dal pubblico ministero Roberto Furlan, come riporta il quotidiano Repubblica, è stata disarticolata una rete, che secondo gli investigatori, sarebbe stata gestita da un diciassettenne di Como, amministratore di gruppo Telegram che sarebbe stato utilizzato per inviare migliaia di immagini e video hard a utenti in tutta Italia e potenzialmente all’estero.
Negli ultimi giorni sono scattati tre arresti. Un uomo di 52 anni residente a Cuneo e un 40enne di Genova rispondono dell’accusa di detenzione di materiale realizzato attraverso lo sfruttamento sessuale di minori. Un giovane di 27 anni, domiciliato a Pordenone, è indagato anche per produzione di materiale pedopornografico. Ad agosto era già finito in manette un dermatologo di 40 anni residente a Chivasso (Torino), che nel tempo libero allenava una squadra di pallavolo giovanile: secondo gli inquirenti del Centro operativo per la Sicurezza Cibernetica di Piemonte e Valle d’Aosta, adescava adolescenti tra i 13 e i 16 anni, realizzava con loro foto e video a contenuto sessuale e li immetteva in circolazione sul dark web. Le indagini, proseguite dopo l’arresto del medico, hanno permesso di ricostruire una fitta rete di contatti in ambienti pedofili. Negli stessi gruppi venivano scambiati anche fumetti e immagini generate con intelligenza artificiale, sempre raffiguranti minori. Tra i soggetti emersi figurava anche un prete 51enne della provincia di Brescia, già arrestato a maggio. Il sacerdote, noto per aver fondato la nazionale di calcio dei sacerdoti e per le sue campagne contro le bestemmie negli stadi, è accusato di aver scambiato 1.500 file tra foto e video di minori. Dalle indagini era emerso che sul suo cellulare erano presenti immagini inequivocabili provenienti da canali Telegram a cui era iscritto. Le perquisizioni eseguite nelle abitazioni e sui dispositivi degli indagati hanno consentito di sequestrare ingenti quantità di materiale. Nell’hard disk del 40enne genovese, ad esempio, sono stati trovati 380 file contenenti immagini di minori. Tra queste comparivano anche fotografie di bambini ripresi in spiaggia in Liguria: in costume da bagno mentre giocano sulla battigia o sdraiati sotto l’ombrellone insieme alla famiglia. 

Fonte: Repubblica  

Foto © Imagoeconomica 

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