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Sono passati otto anni dall'omicido di Jan Kuciak, il giornalista investigativo slovacco 27enne che indagava su casi di corruzione ad alto livello legati a uomini d'affari influenti e a esponenti di primo piano della politica. 
Fu ucciso a colpi d'arma da fuoco insieme alla fidanzata Martina Kusnirova, anche lei 27enne, nel febbraio 2018 nel villaggio di Velka Maca. Il duplice omicidio provocò le più grandi manifestazioni di protesta nel Paese dalla caduta del comunismo e porto' alle dimissioni del governo guidato da Robert Fico, tornato pero' al potere nel 2023. 
A partire da oggi, si torna in aula con il processo. 
Il principale imputato è l'uomo d'affari Marian Kocner, 62 anni, oggetto delle inchieste di Kuciak e accusato di aver ordinato l'assassinio. Kocner è stato assolto due volte, ma entrambe le decisioni sono state annullate dalla Corte suprema slovacca. 
Il nuovo processo si aprirà con un'udienza al tribunale penale speciale di Pezinok, vicino a Bratislava, alle 8.30. Secondo l'avvocato Peter Kubina, che rappresenta la famiglia Kuciak, all'udienza dovrebbero essere presenti i genitori di entrambe le vittime. In calendario sono previste 43 udienze. 
Kocner ha sempre negato ogni responsabilità: "Non sono un santo, ma non sono un assassino", dichiarò in aula nel 2020. Kubina ha detto all'Afp di non aspettarsi un cambio di linea difensiva, ricordando che l'imputato "ha sempre proclamato la propria innocenza". A processo con Kocner anche Alena Zsuzsova, 51 anni, ritenuta una sua complice. 
Per l'omicidio sono già state condannate tre persone, tra cui i due sicari materiali, che stanno scontando pene di 25 anni di carcere. 
Secondo Reporter sans frontieres, il nuovo processo rappresenta "una nuova opportunità per fare luce su un crimine che ha minato la libertà di stampa in Slovacchia e in Europa". 
In un primo processo del 2020 Kocner e Zsuzsova erano stati assolti, ma la Corte suprema aveva ribaltato il verdetto rilevando "numerosi errori". 
Nel 2023 Kocner era stato nuovamente assolto, mentre Zsuzsova era stata condannata a 25 anni. Nel 2025, però, la Corte suprema ha annullato ancora una volta le sentenze, citando tra l'altro la "mancata valutazione di tutte le prove necessarie", e ha disposto un nuovo giudizio con un collegio diverso. Decisioni di questo tipo sono rare per la magistratura slovacca, ma secondo Kubina erano inevitabili "vista la portata del caso e le motivazioni espresse dalla Corte suprema". 
"Logicamente non c'era altra decisione possibile", aveva commentato il padre del giornalista, Jozef Kuciak. Sia Kocner sia Zsuzsova stanno già scontando pesanti condanne per altri reati: il primo è stato condannato a 19 anni per falsificazione, la seconda a 21 anni per il coinvolgimento nell'omicidio di un sindaco. 
Kuciak aveva firmato diverse inchieste su corruzione e affari opachi riconducibili a Kocner e ai suoi legami con politici di alto livello. 
Nell'ultimo articolo su cui stava lavorando, pubblicato postumo, il giornalista denunciava presunti legami tra la mafia italiana e il governo guidato da Fico. 

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