Intervista rilasciata dal procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri al Politigram Podcast
Nicola Gratteri si esprime con chiarezza contro il referendum sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, affermando che l’obiettivo reale non è velocizzare i processi ma indebolire l’autonomia del pm e assoggettarlo alle direttive del ministro della Giustizia: “La reale intenzione è quella di indebolire il pubblico ministero, facendolo poi passare sotto la gestione del Ministro della Giustizia, il quale ogni settimana darà la direttiva su quali sono le priorità. E noi abbiamo visto cosa vuol dire un pubblico mistero che dipende dalla politica".
“Io sono per il no al referendum - ha ribadito - perché per me è molto importante che il pubblico ministero rimanga sotto la stessa giurisdizione del giudice, è importante questa cultura della giurisdizione e noi abbiamo seri dubbi, seri sospetti di quello che può essere la vera motivazione per cui si sta facendo questo referendum”.
Il procuratore ha poi aggiunto: “ha detto anche del ministro Nordio, questa riforma costituzionale dove si andrà a votare non c'entra nulla con la velocizzazione dei processi. E allora qual è il motivo? Il problema di un cittadino è quello di avere una sentenza l'anno dopo, non dopo sette anni, una causa civile lo stesso anno”.
Proseguendo, ha spiegato: “Ogni anno meno di 30 magistrati chiedono di diventare da giudici a pm e da pm chiedono di diventare giudici. Ora, per meno di 30 magistrati noi addirittura dobbiamo cambiare la Costituzione. Mi sembra normale e logico da una persona di media intelligenza e addirittura se vuole cambiare funzione deve addirittura cambiare regione, andare in un'altra regione, non nella stessa regione. E questo mi dice che non c'è da stare tranquilli”. In merito a questo tema, il procuratore ha affermato: “A me pare che in questo governo il pacchetto giustizia sia gestito, sia stato gestito e sia gestito da Forza Italia. Gli emendamenti che sono stati più dannosi per il sistema giudiziario, per il codice del progetto penale, sono venuti quasi sempre da parlamentari di Forza Italia”.
Come ha affermato Nicola Gratteri: “in questa coalizione di governo, quando si è fatto l'accordo della coalizione, la parte della giustizia è toccata, è gestita da Forza Italia”.
L’Italia è ancora un paese sicuro?
Il magistrato ha precisato: “L'Italia ancora in questo momento è un paese sicuro, nel senso che non c'è in questo momento terrorismo. Come mai non c'è terrorismo in Italia? Perché in questo momento non c'è terrorismo, non ci sono le condizioni per che ci sia. C'è una buona polizia giudiziaria. C'è un buon livello, i carabinieri, le polizie e la guardia di finanza sono di alto livello rispetto alle polizie del resto del mondo”. Nicola Gratteri ha poi continuato dicendo che "c'è un problema di mafia, ma di mafia non si discute perché le mafie in questo momento non sparano e ancora siamo alla concezione che la mafia esiste se spara, non c'è violenza e quindi si pensa che non ci sia mafia. Le mafie sono cambiate, hanno mutato pelle, corrompono e con i soldi e la cocaina stanno comprando tutto ciò che vede. Le mafie come la ‘Ndrangheta, Camorra, Cosa Nostra sono presenti in particolare da Roma in su e con i soldi della cocaina stanno comprando tutto ciò che è in vendita, ma il futuro delle mafie lo stiamo trovando e lo troveremo nel dark web, dove è in vendita e dove si compra tutto ciò che d'illecito esiste al mondo. Io posso comprare 2.000 kg di cocaina, posso comprare il corpo di una persona, posso comprare la cartella clinica di un VIP che è andato ad operarsi nella clinica X”.
Il rapporto con l’ANM e il sostegno ricevuto
Nicola Gratteri ha precisato: “Negli anni passati l'ANM non mi è stata vicina. Quando io ho avuto guerre in Calabria, quando io ho avuto la 'Ndrangheta contro, quando mi voleva ammazzare o quando voleva ammazzare i miei figli, quando io ho avuto la massoneria deviata contro, quando ho avuto centri di potere contro, l'ANM non ha mostrato un dito - ha detto - e ho avuto pezzi della magistratura contro, però ce l'ho fatta, sono qui, sono vivo, con la schiena dritta grazie all'aiuto dei miei giovani magistrati, della Procura di Catanzaro in particolare, ma anche prima a Reggio, e grazie alla vicinanza e alla professionalità della Polizia Giudiziaria, in particolare Polizia, Carabinieri e Guardie Finanze”.
Credibilità della magistratura dopo lo scandalo Palamara
Il procuratore ha sottolineato: “Il punto di rottura è stato quando c'è stato il cosiddetto scandalo Palamara, nel senso che lì si è parlato di accordi, di voti a pacchetto e quindi lì la credibilità è scesa. Siamo scesi all'epoca al 35-36%. Poi col tempo man mano si sta salendo, siamo a oltre il 52-53%, però è sempre da ricordare che la politica è sempre meno credibile rispetto alla magistratura, se questo è il tema. Ovviamente la magistratura non è di moda in questo periodo, anche perché c'è una pessima narrazione. Ci sono giornali che scientificamente ogni mattina si alzano la mattina e scrivono, giornalisti che ogni mattina scrivono cose più o meno false, con argomenti suggestivi”.
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