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Questa è una riforma che non riforma niente, non lo dico io. Lo dice Nordio che non serve a riformare la giustizia, non serve ai cittadini, non fa diminuire di un giorno la durata dei processi”. Lo afferma Alessandro Nencini, già presidente della Corte di appello di Firenze e presidente del comitato toscano “Giusto dire No”, a margine dell’assemblea del comitato in corso nel Palazzo di giustizia del capoluogo. Nencini si è detto “abbastanza certo” di poter vincere alla consultazione del 22-23 marzo, ma “non ci poniamo il problema": adesso, ha spiegato, “abbiamo bisogno di tempo per poter spiegare ai cittadini cosa c’è dietro questa riforma”. Spiegare, ha aggiunto, “perché si fa questo referendum, perché si è fatta una legge costituzionale che non ha avuto la possibilità di discussione neanche in uno dei due rami del Parlamento, è andata avanti con quattro votazioni a passo di fanfara e, unico episodio che io ricordo in 44 anni di magistratura, lo stesso giorno dell’approvazione 30 ottobre è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale”.

Per Nencini “c’è una corsa forsennata a andare a votare il che fa pensare più a un plebiscito che non a una consultazione seria, ponderata su una riforma che dovrebbe andare a modificare pesantemente il patto costituzionale”. Un patto costituzionale, ha ricordato, “che non è patrimonio di una sola forza politica ma di tutte le forze politiche. Si è deciso di mettere in piedi un referendum per distruggere il Consiglio superiore della magistratura e trasportare fuori dall’autonomia e dall’autogoverno della magistratura il disciplinare, creando una Corte disciplinare che mi ricorda moltissimo quel ‘giudice speciale’ che la Costituzione vieta”. Gli incontri del comitato proseguiranno anche nel fine settimana. Sabato 24 a Fiesole (Firenze), alle 17:30, alla Montanina, sono previsti gli interventi di Chiara Favilli e Duccio Baglini, moderati da Carlo Pestelli. Domenica 25, dalle 19 alle 21, ancora a Firenze, in Oltrarno, all’Ostello Santa Monica, interverranno Roberta Santoni Rugiu e Agnese di Girolamo.

Foto © Imagoeconomica 

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