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E' slittato al prossimo 30 gennaio l'inizio del processo per il naufragio avvenuto il 26 febbraio 2023 a Steccato di Cutro che provocò la morte di 94 persone, tra le quali 35 minori, e un numero imprecisato di dispersi. Davanti al Tribunale di Crotone dovranno comparire sei imputati, quattro finanzieri e due militari della Guardia costiera: Giuseppe Grillo (57 anni), capo turno della sala operativa del Reparto operativo aeronavale della Guardia di finanza di Vibo Valentia; Alberto Lippolis (51), comandante del Roan di Vibo Valentia; Antonino Lopresti (52), ufficiale in comando tattico della Guardia di finanza; Nicolino Vardaro (53), comandante del Gruppo aeronavale della Finanza di Taranto; Francesca Perfido (41), ufficiale della Guardia costiera in servizio presso l'Imrcc di Roma; Nicola Nania (52), in servizio al V Mrsc della Capitaneria di porto di Reggio Calabria. 

Le accuse spaziano da naufragio colposo e plurimo omicidio colposo. La prima udienza del processo, prevista per questa mattina, è stata rinviata subito dopo l'appello degli imputati dal giudice Edoardo D'Ambrosio, il cui collegio penale non avrebbe potuto celebrare il dibattimento essendo già impegnato in un altro processo per associazione mafiosa che vede alla sbarra 101 imputati. E' stato quindi necessario assegnare il processo per il naufragio a un altro collegio che sarà composto dai giudici Alfonso Scibona, presidente, Giuseppe Collazzo e Glauco Panattoni a latere. Sono 86 le parti civili ammesse al processo: oltre ai sopravvissuti e ai familiari delle vittime anche un cartello di organizzazioni non governative impegnate nella ricerca e soccorso in mare dei migranti. 


Nessuna ripresa

Il Tribunale di Crotone, con un'ordinanza emessa dal nuovo collegio ha vietato le riprese ritenendo "indispensabile garantire il sereno e regolare svolgimento dell'istruttoria dibattimentale" e disponendo che le attività siano documentate esclusivamente attraverso la fono e videoregistrazione "ufficiale" eseguita dal personale tecnico del Tribunale. Per i giudici, il diritto di cronaca sarà comunque garantito dall'accesso dei giornalisti in aula. 

Oggi l'avvocata Lidia Vicchio, che rappresenta alcune parti civili, ha replicato che "in uno stato di diritto è diritto delle parti civili tutte presenziare alle udienze". E proprio le ong Emergency, Louise Michel, Mediterranea Saving Humans, Sea-Watch, SOS Humanity, Sos mediterrane hanno auspicato oggi che lo slittamento "non incida sulla possibilità di essere presenti per i familiari delle vittime" che ieri hanno lamentato di essere stati dimenticati dall'Italia. "E' quello che ci fa più male di tutto - hanno scritto in una lettera -. Nessuna delle promesse che i politici ci hanno fatto in questi anni è stata mantenuta". 

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