"Dentro Ordine Nuovo corrente stragista"
All’interno di Ordine Nuovo c’era una corrente “fortemente gerarchizzata e orientata nella realizzazione di una strategia tesa ad appoggiare, con le tecniche della guerra psicologica che imponevano l'uso degli attentati indiscriminati, la realizzazione di un mutamento istituzionale”.
È questo il contenuto delle dichiarazioni dell’ex ordinovista veneto Gianpaolo Stimamiglio, contenute in un verbale datato 19 ottobre 2010, esposto dalla pubblica accusa davanti alla Corte d’assise di Brescia per la strage di Piazza della Loggia, in cui è imputato Roberto Zorzi, oggi cittadino americano accusato di essere uno degli esecutori materiali dell'attentato neofascista del 28 maggio 1974. In piazza, secondo il teste, che ha parlato per oltre cinque ore, vi sarebbero stati quattro individui (novità, visto che si è sempre parlato di due persone), che componevano una “cellula veronese”: Marco Toffaloni, condannato a 30 anni in primo grado come esecutore materiale, Claudio Bizzarri, Paolo Marchetti e un quarto soggetto sconosciuto, “uno di Ordine Nuovo, però non so il nome”. Non ha fatto il nome dell’imputato Roberto Zorzi.
Secondo Stimamiglio sarebbe stato Marchetti a mettere la bomba nel cestino e non Toffaloni: “Me l’ha detto Bizzarri”; “Marchetti era il più deciso, il più capace di farlo”.
Un’affermazione molto forte, tanto da far intervenire il presidente della Corte, Roberto Spanò: “Però ci dicono che lei ha il dente avvelenato con Marchetti. Non è che oggi ci ha aggiunto qualcosa. Guardi, non ci dica qualcosa di sbagliato, perché siamo qua e facciamo una fatica enorme per far verità su questa vicenda. Non ci depisti, perché ci sono stati già abbastanza depistaggi”.
Infatti Stimamiglio in passato aveva riferito agli inquirenti di un colloquio con Marco Toffaloni e che, parlando con lui, aveva ammesso il proprio ruolo nell'attentato: “A Brescia ghero anche mi, son sta mi”, gli disse Toffaloni. “Chiesi a Toffaloni, nel 1990, se a dare l’ordine era stato Besutti”, paracadutista di origine mantovana che il teste colloca al vertice di Ordine Nuovo del Nordest, “e lui annuì”. Il teste ha parlato anche di un appoggio logistico dei “militari” per “quanto riguarda gli esplosivi”. “Questo me lo disse Spiazzi senza che io gli chiedessi niente”, ha aggiunto. Spiazzi “faceva parte dei servizi segreti militari e tramite quelli aveva saputo che c'era un ufficiale, un certo Aldo Michittu, che faceva da logistica per quanto riguarda gli esplosivi e tutto il resto”. Io “sono stato insieme alla quinta legione del colonnello Spiazzi”; quest’ultimo era “molto informato”: “Spiazzi era un ufficiale superiore dell'esercito che aveva creato, insieme ad altri sempre dell'esercito, questa legione che era una specie di Gladio italiana” per “difendere dai confini dell'Est”; “erano i suoi superiori che facevano parte di questa specie di Gladio italiana” ed era “usato anche come consulente dagli americani”.
In piazza, però, non ci sarebbe stato nessuno, sempre secondo Stimamiglio, tranne “i veronesi”: “Quindi erano solo veronesi che sono venuti qua. È stata nella strategia che aveva concordato Roberto Besutti con Pino Rauti”. “Roberto Besutti era il responsabile generale, ecco, di tutto quanto. Non solo a Verona, anche a livello italiano. Era molto intimo anche con Rauti. Besutti era uno di quelli che proponeva e proponeva anche alle persone di fare delle azioni”.
Durante l’udienza il teste ha parlato di un “nucleo duro” che sarebbe stato costituito da Nico Venezia, Brunelli, Marchetti, Sterbeni (che ha negato nel corso dell’udienza), Roberto e Delfo Zorzi, Zamboni ed il Nedo, nonché Marco Toffaloni.
Fabrizio Sterbeni, ex avvocato civilista veronese, sentito dopo Stimamiglio, ha detto di non aver “mai militato in Ordine Nuovo, io ero nell’Msi, ho solo frequentato qualcuno del movimento. Mai stato un maghetto (ma lo chiamavano ‘mago’ perché si interessava all’occultismo), mai partecipato ad azioni violente. E mai parlato con nessuno della morte di Silvio”. Paolo Marchetti, inserito nella lista dei testimoni, è stato finora assente per presunte condizioni di salute, certificate da documentazione medica.
La prossima udienza: martedì 27 gennaio 2026, ore 9:30.
Foto d'archivio © Imagoeconomica
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