Nel 2025 i procedimenti per pedopornografia e adescamento sono stati 2.574, con 222 arresti. E' quanto emerge nel report 2025 della Polizia postale sul "cyber crime". Il monitoraggio dei contenuti di abuso sessuale su minori ha riguardato oltre 16.500 siti, con 2.876 inserimenti in black list, privilegiando indagini su aree oscure della rete e piattaforme criptate.
La Sezione Operativa ora sta indagando su 1.298 persone ed ha già eseguito 245 perquisizioni: il fenomeno è infatti in forte crescita data la costante evoluzione delle piattaforme digitali, dei sistemi di messaggistica istantanea e dell’intelligenza artificiale. Nel 2025, si legge sempre nel rapporto, l’estorsione sessuale online ai danni di minori si è confermata come una delle minacce più gravi e pervasive nel panorama dei reati digitali. Sono stati 220 i casi trattati, un dato che restituisce la dimensione di un fenomeno in crescita, caratterizzato da ricatti emotivi e coercizione psicologica che prendono avvio, nella maggior parte dei casi, dalla condivisione di contenuti intimi in ambienti digitali percepiti come sicuri. Le vittime principali sono gli adolescenti tra i 14 e i 17 anni, che rappresentano 192 casi, pari all’87% del totale. Una fascia d’età particolarmente esposta, in cui l’autonomia digitale, la ricerca di relazioni online e la difficoltà nel riconoscere dinamiche manipolatorie creano un terreno fertile per l’azione dei ricattatori. Attraverso minacce, pressioni e richieste sempre più invasive, l’estorsione sessuale si trasforma in una vera e propria forma di violenza, spesso consumata nel silenzio e nella paura.
Preoccupa anche il coinvolgimento di minori sempre più giovani. Nel corso dell’anno si sono registrati 23 casi tra i preadolescenti di età compresa tra i 10 e i 13 anni e 5 casi nella fascia 0-9 anni. Numeri inferiori rispetto a quelli degli adolescenti, ma sufficienti a indicare un abbassamento della soglia di rischio e la necessità di interventi educativi e preventivi sempre più precoci, a partire dalla famiglia e dalla scuola. In questo contesto si inserisce una vasta operazione coordinata dalla Procura Distrettuale di Napoli, che ha portato all’arresto di 4 persone e all’iscrizione nel registro degli indagati di 15 soggetti per la detenzione di ingente materiale pedopornografico. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati numerosi wallet di criptovalute e dispositivi informatici contenenti decine di migliaia di file illegali. L’operazione ha visto il coinvolgimento, nella fase esecutiva, dei C.O.S.C. di Lombardia, Lazio, Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna, Puglia, Veneto e Sardegna, impegnati nell’esecuzione di 15 decreti di perquisizione delegati dalla Procura partenopea. Fondamentale anche la cooperazione internazionale, in particolare con le autorità tedesche, nell’ambito di una più ampia operazione coordinata da Europol. Le complesse analisi delle blockchain hanno consentito di identificare soggetti che avevano effettuato pagamenti in criptovaluta per accedere alla piattaforma del Dark web denominata “KidFlix”, nome ispirato alla nota piattaforma di streaming Netflix. Il sito offriva la riproduzione on demand di contenuti multimediali a carattere pedopornografico, organizzati per categorie. Grazie al coordinamento di Europol, l’operazione ha garantito una cooperazione transfrontaliera tra le forze dell’ordine di oltre 35 Paesi, tra cui Germania, Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Spagna e Canada, portando alla chiusura della piattaforma e all’identificazione di quasi 1.400 sospettati a livello globale.
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