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La Procura di Firenze, guidata da Rosa Volpe, continua a indagare sull'ex ufficiale dei Carabinieri Mario Mori; e proprio per questo la procura ha rigettato la richiesta di Salvatore Borsellino di potere avere le intercettazioni disposte nei confronti di Mori.
La notizia è stata riportata dal ‘Fatto Quotidiano’.
Tale richiesta era stata avanzata dall'avvocato Fabio Repici sia alla procura fiorentina che a quella di Palermo e alla Procura Nazionale Antimafia.
Gli ascolti tuttavia non sono stati trasmessi poiché, come puntualizzato da Volpe e i sostituti Leopoldo De Gregorio e Lorenzo Gestri, le indagini sono ancora in corso e che non sia venuta meno la "natura di detta documentazione di indagine e del connesso regime di segretezza”.
Dalla risposta della procura a Borsellino, datata 15 dicembre, si apprende inoltre che copia degli ascolti è stata inviata pure alla Commissione Antimafia, altro organo “vincolato al segreto”.
Ma perché Salvatore Borsellino e il legale avevano chiesto una copia degli ascolti?
Per difendersi dall'accusa di diffamazione avanzata da Mori nei confronti del fratello del giudice ucciso in via d'Amelio il 19 luglio 1992.
Durante l'evento organizzato da questo giornale il 18 luglio scorso a Villa Trabia - Strage Borsellino, tutta la verità. I segreti dell'agenda rossa - Borsellino aveva sostenuto che Mori usava “il contenuto dell’agenda rossa”, svanita dopo la strage di via d’Amelio, per “influenzare la Commissione Antimafia, pilotandone l’attività con l’obiettivo dell’occultamento della verità”.
Questi argomenti erano stati anche oggetto di una puntata di Report, trasmessa poche settimane prima: secondo la trasmissione, Mori era stato intercettato dalla Dia di Firenze mentre parlava con ex colleghi e giornalisti per cercare d’indirizzare le mosse della commissione antimafia. Il contenuto degli ascolti era stato ricostruito in tv dalle dichiarazioni di un investigatore rimasto anonimo. 

Fonte: ilfattoquotidiano.it

Foto © Imagoeconomica 

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