Operazione “Argan” dei carabinieri: incendi dolosi e intimidazioni contro imprenditori
Un sistema estorsivo ben strutturato. È questo quanto emerso dall’operazione condotta nelle scorse ore nel Tarantino. L’intervento dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Taranto ha inferto un duro colpo al sodalizio criminale operante a Pulsano, ritenuto responsabile di una lunga serie di intimidazioni e richieste di denaro ai danni di imprenditori locali, finite al centro dell’inchiesta denominata “Argan”.
Il provvedimento nasce da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Lecce, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia leccese, in coordinamento con la Procura di Taranto. Quattro le persone finite in manette, mentre in totale sono undici gli indagati nell’ambito dell’operazione avviata nell’ottobre 2023.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe agito seguendo una strategia ben definita, colpendo imprenditori della provincia attivi soprattutto nei settori commerciale e ricettivo. Le vittime sarebbero state costrette a versare somme di denaro, spesso con cadenza periodica, in un clima costante di pressione e paura.
Le richieste estorsive, infatti, sarebbero state precedute da atti intimidatori mirati, in particolare incendi dolosi di autovetture, pensati per lanciare messaggi inequivocabili. Non gesti improvvisati, ma azioni pianificate con attenzione: gli indagati, secondo l’accusa, effettuavano sopralluoghi preventivi per studiare le abitudini delle vittime, i loro spostamenti e la presenza di eventuali sistemi di videosorveglianza.
A dare corpo alle indagini, numerose intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti con GPS e riprese video. Tutti gli elementi raccolti, secondo gli inquirenti, avrebbero fatto emergere un inequivocabile e diffuso stato di assoggettamento, con modalità tipicamente mafiose.
Fonte: ANSA
