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L'ufficio di presidenza della Commissione di Vigilanza sulla Rai è convocato giovedì 11 dicembre alle 9 per esaminare la richiesta della Procura della Repubblica di acquisizione della parte secretata dell'audizione di Sigfrido Ranucci, tenutasi a San Macuto lo scorso 5 novembre. La Procura sta indagando sull'attentato ai danni del conduttore di Report avvenuto il 16 ottobre a Pomezia, davanti all'abitazione del giornalista. Il 3 dicembre l'ufficio di presidenza della Vigilanza ha dato il via libera all'unanimità alla trasmissione al Copasir degli atti secretati dell'audizione di Ranucci.

Durante la parte secretata, Ranucci aveva risposto ad alcune domande relative al lavoro di Report sul caso Moro, sul caso Mattarella e sulle piste sull’eventuale partecipazione di soggetti esterni alle stragi del biennio 1992-93. Ma aveva provocato polemiche politiche la domanda dell’ex procuratore generale di Palermo e oggi senatore M5S Roberto Scarpinato che chiedeva delucidazioni a Ranucci sulla sua denuncia sul presunto “pedinamento” dei servizi segreti che, secondo recenti dichiarazioni del conduttore di Report, sarebbero stati ispirati “dal sottosegretario Fazzolari”. Scarpinato aveva anche chiesto a Ranucci: “Ci vuole raccontare meglio questo episodio e farci capire se ci può essere una connessione con quello che gli è accaduto?”. Una connessione che aveva provocato la reazione stizzita della maggioranza e dello stesso Fazzolari, che in un’intervista al Corriere aveva smentito le accuse e aveva parlato di “totale impunità di Report”.

Sempre in base al Corriere della Sera, Ranucci avrebbe raccontato, tra le altre cose, un episodio “datato fra il 12 e il 13 maggio scorsi, a ridosso di una puntata di Report sulla strage di Capaci e l’omicidio di Piersanti Mattarella. Il conduttore — continua il quotidiano — avrebbe raccontato di essere stato pedinato da un agente dei servizi a Palermo e Bagheria, dov’era per presentare un libro. Il presunto 007 avrebbe preso con lui l’aereo da Roma a Palermo e ritorno. La Procura dovrebbe ascoltare come testimone nell’inchiesta sull’attentato anche l’ex agente del Sisde Marco Bernardini. L’ex 007, condannato a 5 anni e 8 mesi per lo scandalo Telecom-Pirelli, avrebbe suggerito al conduttore di Report l’ipotesi che il suo telefono sia stato hackerato con un virus-spia, permettendo all’attentatore di piazzare la bomba sotto l’auto davanti casa”. 

Foto © Imagoeconomica 

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