L’ex ministra è stata rilasciata dopo l’interrogatorio e si è dimessa dalla carica di rettrice del Collegio d’Europa, accusato di frodi su fondi pubblici
Ancora uno scandalo di corruzione colpisce le istituzione dell'Ue. La polizia belga, su mandato della Procura Europea (Eppo), ha fatto irruzione negli uffici del Servizio europeo per l’azione esterna (Eeas), del Collegio d’Europa di Bruges e in tre abitazioni di diplomatici. Come nel “Qatargate”, anche questa volta i nomi degli indagati sono politici e funzionari di primo livello: in stato di fermo sono finiti l’ex ministra Pd ed ex Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Federica Mogherini, dal 2020 rettrice del Collegio d’Europa, l’ambasciatore Stefano Sannino, ex segretario generale dell’Eeas e oggi a capo della Direzione generale della Commissione europea per il Medio Oriente e Nord Africa e dell’italo-belga Cesare Zegretti, codirettore dell’Ufficio Executive Education, Training and Projects del Collegio d’Europa. Tutti italiani. Le accuse formulate dalla Eppo sono di frode negli appalti, corruzione, conflitto di interessi e violazione del segreto professionale in relazione al bando per il progetto dell’Accademia diplomatica dell’Unione europea, un programma di formazione di nove mesi per giovani diplomatici Ue, assegnato nel 2022 da Eeas proprio al Collegio d’Europa. Mogherini, rilasciata dopo dieci ore di interrogatorio davanti ai pm ai quali ha difeso la legittimità del proprio operato, ha annunciato questa mattina le dimissioni dopo cinque anni da rettrice. Incarico che nel 2020 venne criticato per possibile conflitto d’interessi, dato che il Collegio, formalmente un istituto indipendente di studi europei, si finanzia anche con fondi della Commissione, dove l’ex ministra italiana aveva prestato servizio come vicepresidente.
Secondo la procura belga è proprio questa liaison tra il Collegio e la Commissione ad aver consentito ai vertici dell’istituto di conoscere in anticipo i criteri di selezione del bando per l’assegnazione dell’appalto.
I sospetti di un illecito sono arrivati con l’acquisto da parte dell’università di un edificio in Spanjaardstraat, a Bruges, che ora ospita un dormitorio per i diplomatici che frequentano l’accademia. Costo della spesa: 3,2 milioni di euro, segnala l’Olaf (Ufficio europeo per la lotta antifrode).
Il testo del bando aveva come requisito fondamentale di presentare proprio dei progetti per alloggi destinati agli studenti, ma è stata soprattutto la tempistica a destare sospetti. Il Collegio ha acquistato la struttura nel 2022, poco prima che l’Eeas pubblicasse il bando di gara che ha poi assegnato all’istituzione un finanziamento di 654 mila euro. L’istituto, da parte sua, ha fatto sapere che “collaborerà pienamente con le autorità nell’interesse della trasparenza e del rispetto del processo investigativo”. Due gli accertamenti in corso da parte dei magistrati: il primo è capire se la governance dell’accademia aveva avuto informazioni di prima mano che potevano averli facilitati nell’assegnazione dell’appalto. Il secondo è sul rapporto tra Mogherini e Sannino (che ieri ha lasciato l'incarico andando in pensione anticipatamente), le cui carriere si sono incrociate più di una volta.
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