Le accuse per gli indagati sono di corruzione, peculato e truffa. Udienza preliminare il 21 gennaio per Gaetano Galvagno
I magistrati della procura di Palermo diretta da Maurizio de Lucia hanno chiesto il rinvio a giudizio per il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno, esponente di Fratelli d’Italia. Pesanti le contestazioni mosse dai pubblici ministeri Andrea Fusco e Felice De Benedittis, che il 18 novembre hanno firmato la richiesta di rinvio a giudizio in cui si ipotizzano i reati di corruzione, peculato, truffa e falso. La richiesta, notificata oggi dall’ufficio gip riguarda anche l’ex portavoce di Galvagno, Sabrina De Capitani e l’imprenditrice Marcella Cannariato, la moglie di Tommaso Dragotto, il patron di “Sicily by car”. Stessa richiesta per Marianna Amato e Alessandro Alessi, organizzatori di eventi, pure loro ritenuti parte del “cerchio magico” di Galvagno. Indagato pure l’autista del presidente dell’Ars, Roberto Marino. L’udienza preliminare inizierà il 21 gennaio davanti alla gip Giuseppa Zampino.
Cannariato e De Capitani sono coinvolte anche nelle altre tranche dell’inchiesta condotta dal Gruppo tutela spesa pubblica del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo. La moglie di Dragotto è accusata di corruzione insieme all’assessora regionale Turismo Elvira Amata, per avere assunto il nipote dell’esponente politico di FdI, l’udienza preliminare per loro si terrà il 13 gennaio.
L’ex portavoce di Galvagno, De Capitani risponde invece di corruzione insieme all’ex direttrice generale della Fondazione Federico II Patrizia Monterosso: secondo la procura avrebbero organizzato la mostra dell’artista italo egiziano Omar Hassan (pure lui indagato) in cambio di due quadri.
Secondo i magistrati, Galvagno e l’ex portavoce “sistematicamente sviavano e sottomettevano le proprie funzioni pubblicistiche agli interessi privatistici” degli imprenditori coinvolti: originariamente, insieme a Marcella Cannariato era coinvolto anche l’imprenditore catanese Sebastiano La Ferlita, poi la posizione è stata stralciata. Secondo i militari della Guardia di Finanza i finanziamenti pubblici ammonterebbero a 235mila euro. Denaro destinato a cinque iniziative organizzate da Marcella Cannariato: in cambio, Sabrina De Capitani avrebbe ricevuto incarichi, il marito sarebbe stato anche nominato nel consiglio di amministrazione di “Sicily by car”. Poi c’è il capitolo sull’auto blu. La procura contesta a Galvagno l’uso spregiudicato dell’auto di servizio, per accompagnare in giro per la Sicilia amiche e familiari. Anche gonfiando i costi di viaggio. Ecco perché assieme all’ipotesi di reato di peculato vengono avanzate quelle di truffa e falso, contestati in concorso con l’autista.
Fonte: La Repubblica
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