L’intervista dell’ex magistrato a margine del convegno organizzato dalle Agende Rosse a Bologna
Luigi de Magistris non ha dubbi: “La separazione delle carriere inciderà tantissimo sul diritto alla verità, perché obiettivo dei poteri forti e della politica - non solo di questa maggioranza -, è quella di tenere sotto controllo politico il pubblico ministero e quindi non subire il controllo di legalità in un Paese come il nostro pieno di misteri, misfatti, stragi, assassinii e attentati”. Raggiunto dai microfoni di ANTIMAFIADuemila a margine del convegno in corso a Bologna - “Il dirigo alla Verità” - l’ex magistrato, già sindaco di Napoli, mette in allerta rispetto ai pericoli dell’operato del Governo Meloni. “Immaginate se mettono sotto controllo anche quei pochi magistrati che ancora osano applicare fin in fondo la Costituzione con coraggio, indipendenza e autonomia - spiega -. La stessa magistratura che in questi anni ha anche perso credibilità e in alcuni casi si è anche seduta al tavolo del compromesso e del conformismo”.
Quanto alle ultime esternazioni fatte dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio in merito alla separazione delle carriere e al fatto che trattasi di uno dei punti della loggia massonica P2 di Licio Gelli, “non so se in condizioni di lucidità o meno ma Nordio alla fine ha detto due verità dal suo punto di vista. Da un lato, riferendosi all’opposizione, dice che conviene anche a loro perché un domani quando saranno al governo conviene anche a loro avere i pubblici ministeri che non controllano. Dall’altro lato conferma che la reale intenzione di questa riforma, che è una riforma che poi va a intaccare l'ossatura centrale della Costituzione, la separazione dei poteri, l'autonomia e l'indipendenza e il pubblico ministero, quello è l'obiettivo e quindi anche se oggi non viene fatto più con le bombe come all'epoca della P2, ma viene fatta nei luoghi istituzionali”.
Infine per l’ex magistrato “è assai arduo” arrivare alla verità in Italia “al punto tale che il nostro non può definirsi un Paese a democrazia sostanziale ma solo a democrazia formale ed apparente, perché non abbiamo ancora verità e giustizia su fatti che hanno causato migliaia di morti e deviato il corso della nostra democrazia. La verità diventa elemento essenziale per avere una democrazia, altrimenti siamo un Paese sotto ricatto, sotto condizionamento, a sovranità limitata, con poteri occulti che di fatto governano anche in buona parte il nostro Paese”.
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