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È una triste realtà quella che ci fa vedere Prefetti in double face - ruolo tecnico e politico - come pure taluni appartenenti alle forze dell’ordine che risultano inquisiti, anch’essi asserviti alla politica e/o a soggetti in odore di mafia, con conseguente straripamento dei compiti ad essi assegnati dalla legge. Sono altri i tempi in cui abbiamo avuto validi esempi di servitori dello Stato con la schiena dritta, come il Prefetto di Roma Mosca che rifiutò a suo tempo di eseguire l’ordine ricevuto dal Ministro pro di rilevare le impronte dei bambini rom! Perché oppose il rifiuto? Perché l’ordine risultava essere in contrasto con la Costituzione!
Ora alcuni colleghi del Prefetto Mosca fanno dichiarazioni che esulano dal loro ambito e si fanno addirittura portavoce dei proclami della politica! Se questa non è mutazione genetica come la vogliamo chiamare? Mi chiedo quanti di essi, ahimè non pochi, hanno contribuito a fasciare il sacrosanto principio della separazione dei poteri?
Vogliamo poi parlare dei Commissariamenti straordinari per risanare quegli enti sciolti per infiltrazioni della criminalità organizzata e per mafia? Quali sono stati i risultati? Sarebbe ora di accendere un faro su questa realtà e sugli effetti che sono sotto gli occhi di tutti! Invece di badare al dilagare della criminalità organizzata e della mafia, lasciando molte parti del territorio nazionale incustodite, in balia dei seminatori di morte che con la diffusione delle droghe stanno falciando il futuro delle nuove generazioni, invece di lottare la mafia, qualche Prefetto si trasforma in politico! Altrettanta delusione è da ricondurre a quei sindacalisti, anch’essi asserviti alla politica, che tradiscono la fiducia dei propri iscritti, vanificando in tal modo la funzione per la quale esistono. Molta parte della politica va processata per le riforme che costituiscono un oltraggio allo Stato di diritto. Basta vedere ciò che sta accadendo all’interno della struttura del Garante della Privacy, dove è in atto una caccia alle streghe - così come risulta dagli organi di stampa - da parte di coloro che avrebbero dovuto vergognarsi per aver determinato lo svilimento della funzione di organismo autonomo ed indipendente. Ciò avviene perché la politica come una piovra ha esteso la propria ingerenza in tutti gli ambiti nevralgici del Paese. La politica deve arretrare e rientrare nell’ambito naturale, altro che scudi e schifezze varie. Deve il popolo potersi riappropriare dell’esercizio del diritto di voto con la libertà di scegliere il proprio rappresentante. Fuori gli indagati ed i condannati dai posti chiave, fuori gli eletti con stratagemmi, come è il voto di scambio, dalla gestione della cosa pubblica!
Bando all’insano sistema con cui si scelgono le candidature per le elezioni politiche ed amministrative all’interno delle segreterie dei partiti! 

*Segretario Nazionale Unadir

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