Secondo Alfredo Morvillo ex magistrato e genero di Giovanni Falcone, intervenuto durante il convegno organizzato da ANTIMAFIADuemila 'Politica e Malaffare', “la separazione delle carriere fa parte di un capitolo più ampio di questa linea governativa ed è volta a indurre nei cittadini una grande sfiducia nei giudici. Gli attacchi ormai sono di carattere generale: prima hanno attaccato i pm, poi i tribunali, poi le Corti d’appello, poi la Cassazione e infine la Corte dei Conti”. Ora, per dare legittimità storica alla riforma, “si sono inventati anche i riferimenti a Giovanni Falcone”, ha ricordato Morvillo, sottolineando “che il giudice aveva a cuore soprattutto l’indipendenza del pubblico ministero - indipendenza che, come ricordato dai successivi relatori, verrebbe meno con questa legge”. “Io non amo far parlare i morti perché teoricamente potrei dire: parlando quotidianamente con Giovanni Falcone, so benissimo che lui era contrario alla separazione, ma non vi dico questo perché sarebbe una cosa assurda. Io vi dico che non posso escludere che in qualche dibattito, tre anni fa, in un'epoca in cui la separazione delle carriere non era all’ordine del giorno, non c'era il dibattito che c'è oggi, perché vediamo la separazione delle carriere dietro l'angolo. Era qualche cosa di cui si parlava in linea generale e di cui si parlava perché da poco tempo era entrato in vigore il nuovo codice di procedura penale", ha aggiunto.
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