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Il fratello della quindicenne scomparsa nel 1983: “Un magistrato mi disse che il corpo di mia sorella si sarebbe potuto trovare lì

C’è grande attenzione sul tunnel sotterraneo trovato nella Casa del Jazz a Roma dove da ieri mattina sono iniziati gli scavi. Il tunnel potrebbe contenere la risposta ad alcuni dei più importanti misteri degli ultimi quarant’anni che hanno riguardato la Capitale. Il più chiacchierato di questi misteri riguarda la scomparsa del magistrato Paolo Adinolfi, di cui si persero le tracce il 2 luglio 1994. Oppure di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, le due 15enni scomparse nel 1983, le cui sorti sono da sempre associate ai misteri del Vaticano e all’interessamento della Banda della Magliana. O ancora quelli di Domenico e Francesco Nicitra, figlio e fratello del boss della Magliana, Salvatore Nicitra, spariti nel 1993 quando avevano 11 e 34 anni e “Totò”, re delle slot machine, era stato arrestato da due mesi. Sotto terra potrebbero trovarsi resti umani di alcuni di loro o banalmente armi o gioielli. La ragione di questo sospetto si spiega con il fatto che l’immobile era un tempo la villa di Enrico Nicoletti, considerato il “cassiere” della Banda della Magliana, sequestrata alla fine del 1994 e da tempo assegnata al Campidoglio che l’ha trasformata in importante ritrovo culturale. L’obiettivo è riaprire quel tunnel, di qualche centinaio di metri, rimasto tombato per 30 anni e che collega l’ex residenza del boss alle catacombe di San Callisto. E ovviamente capire cosa vi sia nascosto. L’input arriva dopo dall’ex magistrato, Guglielmo Muntoni, oggi presidente dell’Osservatorio della Confcommercio sul contrasto alla criminalità economica. “Ho preso la palla al balzo quando Confcooperative ha avviato, a sue spese, un’iniziativa per rimettere in sesto le vecchie fungaie di Roma”, ha spiegato Muntoni al Fatto, parlando delle cave di pozzolana che venivano utilizzate per la coltivazione micologica. “A quel punto . spiega l’ex giudice - ho chiesto che si partisse da Villa Osio”. È bastato esporre la questione alla Prefettura e avvisare la Procura di Roma e il via ai lavori è arrivato. Gli scavi dureranno qualche giorno: tempo di raggiungere la botola che conduce al tunnel e liberare l’ingresso della galleria. Sul posto però sono presenti forze dell’ordine proprio per la sensibilità del luogo e di quanto il tunnel potrebbe nascondere.

Quello di Villa Osio è un vecchio pallino di Muntoni, che da pm a Roma negli anni 90 si occupò degli affari di Nicoletti. Lo fece, prima di lui, un altro pm “romano”, Paolo Adinolfi, scomparso il 2 luglio 1994, che stava lavorando sulla vicenda Fiscom, caso che incrociava proprio gli affari del “cassiere”. Adinolfi avrebbe dovuto presentarsi a Milano per riferire al collega Carlo Nocerino notizie utili sul crac Ambrosiano, nel quale fu coinvolto un nome che tornava anche nell’inchiesta Fiscom. Ma Adinolfi sparì nel nulla quella mattina d’estate dopo aver salutato la famiglia e quell’incontro non si tenne mai. Le indagini della Procura di Perugia non portarono alcun risultato. Il corpo non fu mai ritrovato e il Tribunale di Roma dichiarò la “morte presunta” di Adinolfi solo nel 2021. A Vila Osio, negli anni, erano avvenuti già degli scavi, anche alla presenza di Nicoletti ma non senza mai scendere al tunnel. “Costava troppo”, ha spiegato Muntoni. Dagli scavi gli investigatori sperano di ottenere novità su vari fronti. Non solo sul giallo Adinolfi di cui la famiglia chiede verità e giustizia da 30 anni, ma anche per il caso Orlandi.

Tempo fa un magistrato mi disse che secondo alcune sue ricerche il corpo di mia sorella si sarebbe potuto trovare lì - ha dichiarato ieri il fratello dell’allora quindicenne scomparsa, Pietro Orlandi, all’agenzia LaPresse -. Ne era abbastanza convinto. Quando ho letto la notizia del ritrovamento ci ho ripensato subito”. Anche l’avvocata Laura Sgrò della famiglia Orlandi, non esclude del tutto questo scenario. “Qualsiasi cosa possa trovarsi in quel tunnel è importante per non lasciare nulla di intentato”, insiste l’avvocato Sgrò ricordando poi che Pietro Orlandi “in passato aveva ricevuto una segnalazione che in quel tunnel potessero esserci i resti di Emanuela ma si tratta di una delle tante segnalazioni che riferivano di altri mille posti. Siamo nell’ambito della suggestione. Ogni approfondimento che viene fatto in relazione a una persona scomparsa è sempre positivo, che si tratti del giudice Paolo Adinolfi o di Emanuela Orlandi o di altre persone di cui non si cui non si conosce la fine”. 

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