Carmelo Pace sarebbe, secondo i magistrati di Palermo, il “braccio destro” di Salvatore Cuffaro, “in particolare quando si trattava di condurre interlocuzioni che impegnavano la parola e la credibilità dell’ex presidente”. In altre parole si attivava per elargire “favori, più o meno illeciti”, si legge nella richiesta di arresto della procura palermitana guidata da Maurizio de Lucia: un esempio è stata la presunta sponsorizzazione di “taluni soggetti nel concorso per la stabilizzazione di quindici O.S.S. presso l’Ospedale Villa Sofia – Cervello, fornendo i relativi nomi”.
Si tratterebbe, secondo i magistrati, di un soggetto che godeva di "ampia autonomia operativa, a condizione di perseguire pur sempre gli scopi del sodalizio, per come via via delineati da Cuffaro" in "un’ipotetica gerarchia dei ruoli ricoperti dai sodali".
Per questo si "può affermare che Pace Carmelo – come premesso, Deputato dell’ARS per la Nuova Dc – fosse ancora più vicino al vertice Cuffaro, con cui condivideva strategie e decisioni, fungendo da referente politico di quest’ultimo e assurgendo, nella struttura del sodalizio criminale, al ruolo di organizzatore".
Una vera e propria rete di "lobbysmo illecito" che aveva lo scopo di "assicurare la buona riuscita delle intese corruttive", scrivono i pm.
Il deputato dell'Ars ha poi comunicato: “Mi è stata formalmente notificata, nel primo pomeriggio di oggi, un’informazione di garanzia in merito a un’indagine della Procura di Palermo. Nel dichiarare ogni estraneità rispetto ai fatti contestati, esprimo piena fiducia nel lavoro della magistratura. Ritengo doveroso, in attesa di chiarire completamente ogni addebito oggetto di indagine, comunicare l’autosospensione in via cautelativa dalla Commissione d’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia di cui sono componente”.
Le mani sulla sanità siciliana
Essendo deputato dell’Ars, Pace si sarebbe fatto portatore delle istanze di Cuffaro in ambiti istituzionali come nel caso della ‘battaglia’ dell’ex presidente della regione siciliana contro “Sammartino Luca, Assessore regionale all’Agricoltura, e Giarraputo Baldassare, Commissario Straordinario del Consorzio di Bonifica Sicilia Occidentale, per il mantenimento dapprima della carica e poi delle prerogative del Direttore Generale del Consorzio, Tomasino Giovanni, con particolare riferimento ai poteri di nomina dei componenti delle commissioni di gara per gli appalti indetti dall’ente”.
Pace a Sammartino, durante delle conversazioni private gli aveva detto che Tomasino “non fosse solo”, alludendo al fatto che avesse l’appoggio politico suo e di Cuffaro.
Il contesto è singolare: Pace si sarebbe impegnato in commissione per modificare i regolamenti sui Direttori Generali delle aziende sanitarie, al fine di rafforzare i poteri di persone vicine a Cuffaro.
Sammartino, infatti, avrebbe voluto depotenziare il ruolo del pubblico ufficiale. In altre parole l’obiettivo sarebbe stato quello di bloccare i tentativi di ridimensionare Tomasino, che appare come figura funzionale agli interessi del gruppo. Un quadro che prende forma anche nelle successive ricostruzioni dei magistrati. In un’intercettazione del 23 aprile 2024, Cuffaro avrebbe consegnato a Tomasino una lista di nomi di “gente disponibile”, probabilmente imprenditori disposti a collaborare con i sodali del gruppo. Tomasino però rispose che aveva già ricevuto la lista da Pace, segno che quest’ultimo avrebbe agito in prima persona per conto di Cuffaro.
Passaggio di mano
Il 24 aprile 2024 l’imprenditore edile Alessandro Vetro avrebbe consegnato una somma di denaro a Cuffaro, dopo che questi gli aveva proposto di “aggiustare” una gara pubblica bandita "dal Consorzio di bonifica, in modo da garantirsi il buon esito della procedura".
Cuffaro spiegò a Vetro che Pace aveva già ricevuto qualcosa per la stessa gara. Subito dopo, Cuffaro incontrò Pace mettendolo in contatto con Tomasino e gli avrebbe ordinato di consegnare al dirigente i soldi ricevuti da Vetro.
Il ruolo di Vito Raso
Raso, formalmente dipendente dell’assessorato alla Famiglia e alle Politiche Sociali guidato da Nunzia Albano (anch’essa della Nuova DC e molto vicina a Cuffaro), avrebbe, secondo i magistrati, agito come braccio operativo del gruppo, garantendo coperture, contatti e favori per conto di Cuffaro. Il 16 marzo 2023, l’assessore Nunzia Albano nomina Vito Raso Coordinatore della Segreteria Particolare degli Uffici di diretta collaborazione (incarico ‘esterno’, non essendo dipendente dell’amministrazione regionale). Per chi indaga "grazie alla posizione ricoperta all’interno dell’Assessorato, Raso, in più occasioni, forniva supporto logistico al sodalizio, organizzando incontri tra Cuffaro e terzi proprio presso il suo ufficio: dalle attività di intercettazioni condotte emergeva non solo che i sodali frequentavano sovente tali locali, ma anche che Raso, in più occasioni, manteneva segreta la presenza in loco di Cuffaro". Quest'ultimo, secondo i pm, sfruttava l'appoggio di Raso "in seno all’Assessorato per organizzare incontri, veicolare messaggi e in generale esercitare la propria influenza sulle decisioni politiche adottate in seno all’Assessorato, ma anche per rafforzare l’immagine del suo partito". In una conversazione del 5 dicembre 2023, Raso informò Cuffaro di un bando in preparazione per fondi destinati alla cura di persone con autismo, ancora non pubblicato ufficialmente. Cuffaro gli risponde: 'I bandi prima di essere pubblicati li dobbiamo mandare a tutti i nostri amici', "con l’indicazione di riferirsi sicuramente anche al Pace, così mostrando di fungere da trait d’union tra il sodalizio e l’amministrazione pubblica presto cui prestava servizio". La pubblicazione del bando avvenne il 31 marzo 2024.
Il tavolo ristretto della sanità
9 Ottobre 2023: Carmelo Pace, in base alle ricostruzioni dei pm, avrebbe dichiarato in un’intervista a Tele Monte Kronio di far parte di un “tavolo ristretto” della sanità regionale insieme a Cuffaro. Questa affermazione scatenò forti reazioni politiche, tra cui quella di La Rocca Ruvolo Margherita, perché suggerì che Cuffaro (già condannato per favoreggiamento a Cosa nostra) avesse ancora influenza nelle decisioni sulla sanità pubblica. Secondo gli inquirenti anche Vito Raso sedeva ad un 'tavolo ristretto della santità, ovvero quello organizzato “all’incontro svoltosi presso l’abitazione di Regina Francesco Domenico". "Raso Vito, in quell’occasione, non solo riceveva direttamente l’invito dal Regina, ma invitava anche altri soggetti, quale Cuffaro Silvio Marcello, fratello dell’indagato Cuffaro Salvatore, al suddetto incontro".
Foto © Imagoeconomica
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