Salvatore Cuffaro è ancora un crocevia di “interessi anche molto diversi”: un punto tra cui passano “esponenti della sanità siciliana” e da cui viene emanato un “potere di influenza e di ingerenza” nella “gestione strategica dei posti di maggiore responsabilità nel mondo della sanità regionale”.
Lo scrivono i magistrati Giulia Falchi e Andrea Zuppi nella richiesta di misure cautelari avanzate per l’ex presidente della Regione siciliana e altri 16 indagati.
Le ipotesi di reato formulate dagli inquirenti comprendono associazione a delinquere, corruzione e turbativa d’asta. Uscito dal carcere di Rebibbia dieci anni fa, dove aveva scontato 5 anni per favoreggiamento alla mafia, Totò Cuffaro più volte aveva risposto in modo perentorio che non avrebbe più fatto politica e che si sarebbe occupato, come medico, dei bambini del Burundi, dove in effetti si è poi recato diverse volte per iniziative di beneficenza e solidarietà. Ma la passione per la politica col tempo ha preso il sopravvento. Torna in politica, al suo fianco il gruppo storico dei fedelissimi, e "rifonda" la Dc. Nel giro di poco tempo la squadra si allarga e, alla prima tornata di amministrative nel 2021, la Dc cuffariana vince la sua prima sfida, eleggendo consiglieri in tre Comuni: Favara (Agrigento), Giarre e Caltagirone (Catania). L'anno successivo piazza il secondo colpo: la Dc entra nel municipio di Palermo. E, intanto, a chi gli chiede se si ricandiderà personalmente sull'onda dei successi elettorali, ribadisce di no. E lo fa anche quando, nel 2023, il Tribunale di sorveglianza di Palermo, con un'ordinanza, fa cadere l'interdizione dai pubblici uffici. Prende però nelle sue mani il partito come segretario nazionale, allarga la base del consenso, aggrega tanti giovani e fa campagna acquisti anche in casa degli alleati di centrodestra. Alle ultime regionali la Dc elegge cinque deputati all'Assemblea siciliana (ora sono sette). Cuffaro diventa uno dei principali azionisti del governo Schifani, piazzando due assessori in giunta: Andrea Messina e Nuccia Albano.
Dall'inchiesta della Procura di Palermo emergerebbe che Cuffaro sarebbe stato il regista di un'associazione a delinquere che avrebbe pilotato appalti e concorsi forte delle posizioni politiche raggiunte e che avrebbe agito con un obiettivo: candidarsi per rifare il presidente della Regione siciliana. In base all’ascolto delle intercettazioni sarebbero emersi “episodi di rivelazione di segreto d’ufficio da parte degli indagati e di soggetti a loro vicini, che davano conto dell’ingerenza del Cuffaro nel settore delle politiche sociali e non solo”.
Per chi indaga, l’attuale capo della Nuova Democrazia Cristiana sarebbe stato “allertato, in più occasioni, di essere oggetto di indagine. In un caso, invero, l’ex presidente della Regione veniva avvisato da un suo amico, avvocato penalista, che un tenente colonnello dei Carabinieri voleva renderlo edotto di argomenti delicati. Durante il confronto con quest’ultimo, Cuffaro veniva notiziato di essere, in qualche modo, ‘controllato’”.
Roberto Colletti
La nomina dei commissari delle Aziende sanitarie provinciali
Secondo i magistrati, Salvatore Cuffaro avrebbe dato un “contributo determinante” nella nomina di "Colletti Roberto, Zappia Mario Carmelo e Caltagirone Alessandro Maria (tutti considerati dalla Procura suoi fedelissimi) commissari straordinari, rispettivamente, dell’A.O.O.R.R. “Villa Sofia-Cervello” di Palermo, dell’A.S.P. di Enna e di quella di Siracusa".
Le nomine sono avvenute il primo febbraio 2024, cioè a distanza di diversi mesi dal 27 settembre 2023, giorno in cui Regina Francesco Domenico, già deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana (XIV legislatura), attualmente dirigente delle Professioni Tecnico Sanitarie dell’Asp di Trapani, avrebbe organizzato un “pranzo presso la propria casa di campagna per un ristretto gruppo di esponenti de ‘la sanità di Palermo’, all’evidente scopo di coinvolgere anche Cuffaro Salvatore”.
Erano i giorni in cui pendeva la scadenza della proroga dei commissari straordinari (prevista il 31 ottobre 2023, in attesa della definizione da parte della Commissione delle nomine triennali dei direttori generali) delle nove Asp, nonché delle maggiori aziende ospedaliere siciliane.
Per chi indaga, “l’iperattivismo registrato, durante l’estate del 2023, dal Cuffaro, dal Pace e dalle fila dei soggetti a loro vicini, anche e soprattutto politicamente, si collocava in un contesto di febbrile intermediazione fra la politica e il mondo della dirigenza sanitaria, finalizzata a collocare ai vertici delle Asp questo o quel dirigente, ciascuno sponsorizzato da una fazione politica piuttosto che da un’altra”.
Le infiltrazioni nella Protezione civile
Per i magistrati di Palermo “l’infiltrazione di Cuffaro e degli altri indagati" lambisce "anche i settori della Protezione civile e delle politiche sociali regionali, con plurimi episodi chiaramente illeciti”.
L’ex presidente della Regione siciliana avrebbe anche intrecciato diversi rapporti con l’imprenditore Capizzi al fine di arrivare a “Cocina, il capo della Protezione civile siciliana, e verosimilmente versargli somme di denaro in vista delle lucrose gare pubbliche indette dall’ente pubblico da lui gestite”.
La gara per i servizi di ausiliariato presso Asp Siracusa
La "gara-ponte" per servizi di ausiliariato/reception presso Asp Siracusa (valore 10 mln/anno per 2 anni) è bandita a fine 2023.
Per chi indaga, Marchese Mauro, rappresentante legale della Dussmann Service S.r.l., società che aveva partecipato alla gara, chiedeva al primo di fissare un appuntamento con "Cuffaro Salvatore tramite Raso Vito". L’incontro avvenne il 19 febbraio 2024: Cuffaro avrebbe detto che “il nuovo direttore dell’Asp di Siracusa era un suo uomo di fiducia”; “a quel punto Marchese ne approfittava per chiedere al Cuffaro di essere ‘sostenuti’ nell’aggiudicazione dell’appalto”. “Caltagirone, lo so bene, è un amico nostro”, ha detto l’ex presidente della Regione siciliana.
In seguito, si legge nelle carte, “utilizzando un linguaggio mai esplicito, convenivano sulla possibilità che il Caltagirone, su indicazione del Cuffaro, potesse prestare i propri uffici per consentire alla società Dussmann di aggiudicarsi l’appalto”.
“Va beh, ve lo faccio incontrare”, ha detto Cuffaro nelle intercettazioni.
“Se ce lo fai incontrare, benissimo; se ci dai la possibilità di un appuntamento, che noi andiamo a dire, ci presentiamo”, ha risposto Marchese, il quale, secondo i magistrati, per ricambiare il favore avrebbe offerto “l’impegno ad assumere soggetti che, verosimilmente, sarebbero stati segnalati dal Cuffaro”.
In un incontro successivo però, riportano i magistrati, avvenuto il 19 febbraio 2024, “l’offerta corruttiva della Dussmann si arricchiva del riferimento alla concessione di subappalti a ditte segnalate dai correi”.
“Se poi ci vuole… in pratica… eh… dare un’indicazione di un subappaltatore, per essere chiaro… tra me e te… ma va bene pure questo… purché ci siano…”, ha detto Marchese. “Dopo la gara, chiaramente”, ha risposto Cuffaro.
In merito alle indagini della Procura di Palermo su presunti appalti pilotati nella sanità, la Dussmann Service “si dissocia in maniera energica dai fatti riportati e assicura alle autorità competenti la massima collaborazione nelle indagini”. È quanto si legge in una nota dell’azienda.
“A Dussmann non è stato notificato alcun atto inerente alle indagini in corso e l’azienda adotta da sempre rigidi standard di comportamento etico, trasparenza e conformità alle normative vigenti, in linea con il proprio Codice di condotta e con le policy internazionali di compliance & integrity”.
L’azienda ribadisce con forza “la propria assoluta estraneità a qualsiasi condotta illecita e la piena fiducia nell’operato della magistratura e delle forze dell’ordine” e “continuerà a operare con la consueta correttezza e professionalità, confermando il proprio impegno a mantenere i più alti standard di legalità e integrità nella gestione di tutti i rapporti con enti pubblici e privati”.
Inoltre, “il gruppo Dussmann impiega oltre 70 mila persone in 21 Paesi. Dussmann Service fornisce l’intera gamma di servizi di facility: Pulizia, Catering, Sicurezza e Reception, Servizi Tecnici ed Energy Management. Nel 2024, il gruppo Dussmann, a livello globale, ha realizzato un fatturato oltre 3 miliardi di euro, di cui circa 973 milioni a livello nazionale, che lo rende uno dei più grandi provider di multiservizi privati di tutto il mondo”.

Francesco Saverio Romano
Lo stallo
Il coinvolgimento del Caltagirone sarebbe divenuto ancor più attivo e manifesto, riportano gli inquirenti, col farsi, dopo la scesa in campo di ulteriori attori, ovvero "Aiello Ferdinando e il deputato Romano Francesco Saverio" (che ha negato ogni coinvolgimento in un video).
Infatti, la procedura di aggiudicazione a quel punto sarebbe piombata in una fase di stallo, non tanto e non solo per loro iniziativa, ma per via dell’irrompere della PFE nelle dinamiche di turbativa, fase per uscire dalla quale, tuttavia, proprio Aiello e Romano hanno preteso la concretizzazione dell’impegno preso dalla Dussmann a subappaltare a ditte da loro indicate. Per cui la stessa azienda si sarebbe rivolta alla Euroservice S.r.l. di Sergio Mazzola.
Per la Dussmann avrebbero “trattato” con gli indagati Mauro Marchese e Marco Dammone, rappresentante legale e funzionario commerciale della S.r.l. Mazzola era stato presentato loro come un amico personale da Saverio Romano.
Alla fine, grazie a un’intercettazione del 2 dicembre 2024, “si comprendeva che l’affidamento della gara alla Dussmann non fosse gradito a molti”.
Foto © Imagoeconomica
ARTICOLI CORRELATI
Cuffaro e i bandi: ''Prima di pubblicarli mandiamoli a tutti i nostri amici''
''Una talpa avvertì Cuffaro dell'inchiesta'': indagato tenente colonnello per violazione di segreto
Nell'isola immutabile è sempre Prima Repubblica
Politica, sanità e affari: chiesti i domiciliari per Totò Cuffaro
La Sicilia è a pezzi. E il governo pensa solo al Ponte
