La vicedirettrice de Il Fatto Quotidiano: “Con le leggi degli ultimi anni la cronaca giudiziaria è morta”
“Ci stanno privando, prima ancora che come giornalisti, come cittadini, il diritto di essere informati. Stiamo andando sempre più rapidamente verso una situazione che non esagero a definire una sorta di oblio di Stato”. A dirlo è Maddalena Oliva, vicedirettrice de Il Fatto Quotidiano, intervenendo online alla rassegna “Resistenz3” di Our Voice, nel panel “Riforme e potere: la nuova frontiera dell’Antimafia”. Intervistata da Marta Capaccioni, di Our Voice, la giornalista ha parlato del tentativo di censurare la libertà di informazione in Italia da parte degli ultimi governi. “Negli ultimi 15 anni almeno abbiamo visto un imbarbarimento e un tentativo da parte della politica di limitare i diritti, i doveri della stampa e quindi di impedire che i cittadini vengano informati. La cosa secondo me più grave è il fatto che proprio il circuito democratico, la nostra democrazia, sia stata violentata da un certo punto di vista dalla politica. Noi come comunità, come opinione pubblica abbiamo anche aiutato la politica a fare questa cosa”. Non solo libertà di informazione. Assistiamo a “una limitazione fortissima dell'attività della magistratura stessa attraverso l'introduzione di tutta una serie di strumenti”. “In particolare con questo governo”, aggiunge. “Forse possiamo dire che la cosa su cui si è espressa al meglio l’azione del governo Meloni è proprio il campo della giustizia”.
Questo esecutivo, spiega, “è riuscito a fare quello che altri governi prima non erano riusciti a fare. Hanno compiuto forse quello che nemmeno nei sogni di Silvio Berlusconi era plausibile”. “C'è stato tutto un pacchetto di norme e anche di proposte che sono attualmente in discussione. C’è un'oggettiva limitazione dell'attività della magistratura, la possibilità che la magistratura indaghi e contrasti il crimine”. Specialmente, afferma Oliva, le indagini “legate a quella zona grigia che riguarda la corruzione, i colletti bianchi e di conseguenza anche ovviamente le organizzazioni mafiose. E questo da una parte. Dall'altra c’è la legge bavaglio di Costa che prevede per noi giornalisti il divieto di pubblicare il testo delle ordinanze, addirittura anche delle ordinanze cautelari, in maniera testuale. Noi de Il Fatto Quotidiano abbiamo deciso di fare obiezioni di coscienza, quindi siamo pronti a essere indagati, siamo pronti a pagare quello che dobbiamo pagare, ma continueremo a pubblicare le ordinanze di custodia cautelare esattamente come facevamo prima, perché questa limitazione vuol dire andare contro il nostro dovere di giornalisti, cioè pubblicare nel modo più dettagliato è preciso possibile”. “È un problema che riguarda la democrazia”. 
Per non parlare della riforma Cartabia, che “con la scusa del garantismo del diritto all'oblio, della privacy, della presunzione di innocenza”, ha portato “a una situazione in cui non possiamo neanche più conoscere i nomi delle persone coinvolte nelle operazioni di polizia, le conferenze stampa dei procuratori sono surreali, i comunicati stampa che ci arrivano dalle procure e dalle forze di polizia sono grotteschi se non fossero veri. E’ come se fosse morta la cronaca giudiziaria per come l'abbiamo conosciuta, nei grandi anni degli scambi giudiziari, non solo del governo Berlusconi ma anche di tutti i governi successivi, è un po' morta perché è come è passato il fatto che fondamentalmente i cittadini di questa cosa qui non si devono interessare”, commenta Oliva. Quindi il messaggio ai lettori e al pubblico. “La prima forza dei giornali prima di tutto siete voi, la prima forza delle televisioni, la prima forza anche dei siti sono le comunità di lettori. Noi continuiamo ad avere questa scelta politica coraggiosa di rinunciare ai finanziamenti pubblici, ma la vera differenza per un giornale come il nostro lo fa la comunità dei lettori, siamo noi che possiamo incidere ancora dalla possibilità al giornalismo di rimanere indipendente e ai cittadini di essere informati”.
Foto © Paolo Bassani
Visita: ourvoice.it
ARTICOLI CORRELATI
Ardita: ''Oggi collaborare con la giustizia non conviene più. È un problema''
Bongiovanni: ''Borsellino avrebbe indagato B. e Dell'Utri. La strage ha salvato Forza Italia''
Scarpinato smonta la legge bavaglio: ''La casta si nasconde dietro l'Europa
Legge bavaglio, Procuratore di Genova Piacente: ''Stampa baluardo di democrazia’’
''Legge Bavaglio'' estesa: presentato divieto di pubblicazione anche per tutte le misure cautelari’’
