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L’amministratore delegato Antonio Gristina annuncia querele contro “notizie infondate”

La società “Italo Belga” da oltre cent’anni ha la concessione per gestire un lungo tratto del litorale palermitano di Mondello.
Tre dipendenti della struttura – che sono oltre 160 - sono il fratello e i nipoti di Salvatore Genova, detto “vanchitieddu”, condannato nel novembre 2024 a 18 anni per associazione mafiosa.
A segnalarne la presenza è stato il deputato regionale Ismaele La Vardera, che nelle scorse settimane si era recato sul posto mostrando tornelli e staccionate nei lidi, nonostante la circolare del 13 agosto dell’assessora al Territorio e ambiente Giusi Savarino, che ne chiedeva la rimozione.
Il deputato si è trovato di fronte Raffaele Bocchini, assunto con contratto a tempo determinato il 28 aprile 2025 fino al 30 settembre 2025. Bocchini è incensurato e non è mai stato indagato, viene solo citato negli atti dell’inchiesta che porta all’arresto del boss Genova.
Nel video mandato in onda su Rai 3 nella puntata dedicata condotta da Massino Giletti nel suo programma “Lo stato delle cose” si vedrebbe Raffaele Bocchini reagire in modo alquanto violento nel momento in cui, il deputato regionale di “Controcorrente”, in compagnia del presidente di “+Europa” Matteo Hallissey, provò a piazzare un ombrellone nel lido. “Qui sei a casa mia” gli avrebbe detto.
Bocchini è incensurato, lo ripetiamo, ma negli atti delle indagini della Squadra mobile e della Sisco viene raccontato che accompagnava lo zio capomafia ad incontri riservati. Il 21 gennaio 2020, andarono a trovare Salvatore Castiglione, il braccio destro di Salvo Genova, arrestato anche lui in un blitz di due anni fa. Il sostituto procuratore Giovanni Antoci ha scritto che “a dimostrazione dell’assoluta segretezza dell’appuntamento tra Genova e Castiglione e dell’attenzione riposta nel garantirsi uno schermo a protezione delle loro relazioni, si è accertato come, sia Genova, che il suo autista Bocchini, avessero spento i loro telefonini, riattivati soltanto dopo la conclusione della riunione”. Qualche tempo dopo, di buon mattino, Bocchini accompagnò Genova al panificio “Pane e pizza”, di proprietà del figlio di Castiglione.
Il deputato regionale La Vardera ha presentato un esposto alla Guardia di Finanza segnalando presunte infiltrazioni mafiose nella gestione di uno stabilimento balneare in concessione demaniale.
Per l’amministratore delegato della Italo-Belga Antonio Gristina, che annuncia querele contro “le notizie infondate”, i Genova assunti nella società “sono persone incensurate”, e “non c’è alcuna ingerenza nella gestione dello stabilimento balneare”. 

I Genova

Quello dei “Genova” è un cognome noto nell’ambito di Cosa nostra palermitana.
Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, guidata dal procuratore capo Maurizio de Lucia, fino alla cattura (il 16 gennaio 2008) Salvatore Genova è stato il reggente del mandamento mafioso di Resuttana-San Lorenzo, storico referente della famiglia mafiosa dei Madonia e allegato dei Lo Piccolo.
Scarcerato nel marzo 2019 riprese a gestire gli affari della famiglia, e a luglio 2023 venne portato nuovamente in carcere nell’operazione coordinata dalla procuratrice aggiunta Marzia Sabella e dal sostituto Giovanni Antoci.
In seguito venne condannato con rito abbreviato a novembre 2024.
Gristina ha aggiunto che nella “società lavora Rosario Genova, la sorella Rosa Genova e anche il padre, Mimmo Genova, che ho appurato essere il fratello di Salvatore. Sono tutti dipendenti a tempo indeterminato”.

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