Matteo Salvini minimizza, Bonelli (Avs) accusa: “Il governo sapeva delle violazioni Ue”. E il rischio mafie resta aperto
Un nuovo capitolo sembra aggiungersi alla vicenda legata al Ponte sullo Stretto di Messina, un progetto che continua a suscitare dubbi, perplessità e contrasti, soprattutto nel settore politico, con una convergenza sostanziale su quello ambientale. È così, infatti, che la Commissione europea ha inviato una nuova lettera al ministero dell’Ambiente per chiedere ulteriori chiarimenti sull’impatto che la realizzazione dell’opera potrebbe avere sull’ecosistema. Secondo alcune indiscrezioni di stampa, in particolare Bloomberg, l’esecutivo comunitario ha segnalato alcune aree di incertezza che vanno chiarite. In particolare, pare che i punti di maggiore interesse riguardino gli effetti sugli habitat naturali, sulle specie animali e sull’inquinamento atmosferico, acustico e idrico.
Dal fronte istituzionale italiano, le reazioni sono state immediate ma con toni differenti. Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina, ha minimizzato la portata della missiva, descrivendola come parte di una normale dialettica tra lo Stato e l’Unione europea. Anche il ministero dei Trasporti, guidato da Matteo Salvini, ha cercato di ridimensionare il caso, sostenendo che da Bruxelles siano arrivate in realtà parole di apprezzamento per l’importanza strategica dell’opera e per il dialogo instaurato. “Sono ottime notizie - hanno dichiarato fonti del Mit - e verranno fornite tutte le risposte richieste”.
Peccato che ciò che invece sembra voler passare in secondo piano, anche se non meno importante, sia il riciclaggio, sicuramente enorme, di capitali mafiosi. Lo ha segnalato anche la Dia, ricordando come sussista il rischio che cosche calabresi e siciliane si spartiscano appalti e lavori, sostenute anche da “livelli superiori”. Non è un caso, infatti, che soprattutto la ’Ndrangheta, regina del narcotraffico mondiale, disponga di capitali enormi pronti a essere riciclati attraverso grandi opere.
Ad ogni modo, a dare un’interpretazione opposta rispetto a Salvini e Ciucci è stato il leader di Avs, Angelo Bonelli, che ha ricordato come la nuova lettera sia arrivata a distanza di pochi giorni da un’altra missiva della Commissione, inviata anche in seguito a sue sollecitazioni sulla materia degli appalti. Per Bonelli il governo avrebbe approvato delibere e destinato risorse pur essendo consapevole delle violazioni dei vincoli ambientali europei. “Nonostante Salvini ne fosse pienamente consapevole - ha spiegato il leader di Avs - ha impegnato 13,5 miliardi di euro di soldi pubblici, azzerando in questo modo i fondi per il trasporto pubblico sostenibile e tagliando 1,6 miliardi dal fondo per la manutenzione di strade e ponti. Dirottando, inoltre, oltre 6 miliardi di fondi di sviluppo e coesione destinati a ferrovie, scuole e sanità”.
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