"Una interessata e strumentale vulgata vuole fare apparire la magistratura italiana come una pericolosa banda di toghe rosse politicamente orientata. La verità è che la magistratura rispecchia la composizione della società italiana, in questo momento fortemente lacerata fra chi auspica una società aperta, solidale e saldamente democratica e chi guarda con favore a una governance 'muscolosa' attenta in primo luogo all'affermazione di una politica securitaria ed identitaria” ha detto il procuratore generale di Cagliari Luigi Patronaggio in un’intervista a Italpress commentando le riforme della giustizia, in particolare quella della separazione delle carriere.
L'intento di questa riforma “è quello di ridimensionare il ruolo costituzionale della magistratura" ha affermato il magistrato sottolineando che “è innegabile che vi sia un disegno politico dell'attuale maggioranza tendente a ridimensionare il peso della magistratura all'interno della tradizionale divisione dei poteri dello Stato”.
"Viene respinta l'idea che vi possa essere un controllo di legalità, sulla base della Costituzione e delle altre leggi fondamentali anche sovranazionali, affidato a un potere terzo e autonomo rappresentato dall'ordine giudiziario nel suo complesso" ha osservato.
Il punto più dirompente? "La mortificazione del Csm, con l'introduzione del sorteggio dei suoi membri togati. Il che lo riduce da organo di rilevanza costituzionale, garante dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura, ad una sorta di consiglio di amministrazione con una forte componente filogovernativa”.
Patronaggio ha poi commentato che il confronto diretto tra magistratura e politica è “anomalo” e “a prescindere dal risultato, può diventare molto pericoloso per la tenuta delle Istituzioni stesse dello Stato. Penso che il confronto debba avvenire con lealtà e reciproco rispetto istituzionale e che il linguaggio elettorale debba essere caratterizzato dalla continenza e dalla non violenza. Per citare Papa Francesco 'bisogna disarmare le parole, per disarmare le menti e disarmare la Terra'".
Ad ogni modo ci sarà un referendum per confermare la riforma costituzionale: referendum “che è un fondamentale strumento di democrazia diretta, in questo contesto può trasformarsi in un pericoloso campo di scontro politico, dove al cittadino non sarà chiesto solo di dare il suo voto, pro o contro la separazione dei poteri, ma a formulare un più vasto giudizio sulla intera politica della maggioranza di governo".
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