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Sulle colonne del Fatto Quotidiano le parole del figlio del “sindaco pescatore” assassinato nel 2010: “Assisterò ad ogni udienza del processo

Antonio Vassallo, figlio di Angelo Vassallo, il sindaco Dem di Pollica ucciso il 5 settembre 2010 non ha dubbi: “Sono sicuro che gli imputati che siedono al processo sono coinvolti nell’omicidio di mio padre. Andrò a tutte le udienze e li voglio guardare negli occhi”. Suo padre, il “sindaco pescatore” è stato freddato da nove colpi di pistola mentre rincasava in auto. Un delitto tuttora irrisolto. 
Ha preso il via oggi l’udienza preliminare del processo che vede coinvolti, come indicato da Antonio, il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, l’ex brigadiere Lazzaro Cioffi, l’imprenditore Giuseppe Cipriano e il collaboratore di giustizia Romolo Ridosso. Secondo la Direzione distrettuale antimafia di Salerno, Vassallo sarebbe stato ucciso perché stava per denunciare un traffico di stupefacenti avviato sul porto di Acciaroli da esponenti del clan Cesarano insieme a imprenditori a loro vicini, con il supporto di Cagnazzo e del suo uomo di fiducia Cioffi. Lo scorso aprile gli indagati sono stati rimessi in libertà dal Tribunale del Riesame, che ha escluso la permanenza delle esigenze cautelari; solo Cioffi è rimasto in carcere per un’altra condanna già definitiva.
L’ultimo ricordo di suo padre è “un rimpianto: quella domenica mi invitò ad uscire a pesca, io non accettai, ero impegnato al ristorante di famiglia, il Rosso e il Mare. Papà poi tornò e mi fece vedere la cernia che aveva pescato, 'se c’eri anche tu l’avremmo presa insieme…'". Sono trascorsi 15 anni, eppure la verità fatica ad emergere: “Perché tra gli imputati c’è una persona che ha fatto un lavoro straordinario per depistare le indagini verso piste inverosimili. Lo sapeva fare quel lavoro, eccome, perché era un carabiniere…", dice Antonio Vassallo ai microfoni del Fatto Quotidiano riferendosi al colonnello Cagnazzo che "purtroppo", aggiunge, "è ancora carabiniere".
Antonio è certo: sul banco degli imputati ci sono sicuramente gli assassini del padre. "Bisogna solo capire chi ha sparato. E chiarire alcuni misteri - continua -. Cagnazzo si allontanò dalla cena al ristorante sul porto da zio Claudio, (mentre veniva ucciso Angelo Vassallo, ndr), dove è andato? C’è un buco di 23 minuti che lui non spiega, dice che era andato a vedere la moglie e la figlia che cenavano ad un altro ristorante, ma loro non c’erano, erano rientrate dalla vacanza, un’altra menzogna. Come ho scritto sui social nell’anniversario dell’omicidio, tutti ad Acciaroli ricordano ogni dettaglio di cosa gli successe la notte in cui uccisero Angelo Vassallo, e chi mente ha qualcosa da nascondere".

Fonte: ilfattoquotidiano.it

Foto © Imagoeconomica 

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