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Era fuggito dalla questura di Prato, le attività investigative sono state coordinate dalla procura guidata da Luca Tescaroli

E’ arrivato ieri all'aeroporto di Fiumicino, scortato da personale del Fugitive Active Search Team (Fast) Italia del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (Scip), il latitante cinese Bobo Jiang, arrestato a Barcellona lo scorso 1° settembre nel corso di una complessa operazione transnazionale. Le attività investigative coordinate dalla Procura della Repubblica di Prato, guidata da Luca Tescaroli, finalizzate alla ricerca del fuggitivo, erano state avviate il 10 luglio a seguito dell'evasione dell'uomo dalla Questura di Prato durante le procedure di identificazione successive al suo arresto. Sin da subito, a seguito delle evidenze investigative emerse, che rilevavano la fuga all'estero del fuggitivo, la Procura della Repubblica di Prato attivava, attraverso i canali di Eurojust, gli strumenti di cooperazione internazionale tra le autorità giudiziarie di Belgio e Spagna, ed altresì attraverso il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato veniva richiesto l'intervento del Fast Italia per attivare il Team della rete Enfast (European Network of Fugitive Active Search Teams) in Belgio e Spagna, avendo raccolto informazioni circa la possibile presenza del fuggitivo in quei Paesi.
Nelle prime fasi di coordinamento giudiziario ed operativo, delineato dalla Procura tra il Fast Italia, il Fast Belgio, il Servizio Centrale Operativo, la Squadra Mobile di Prato e la Polizia di Anversa, grazie alla geolocalizzazione dell'utenza telefonica ritenuta in uso al ricercato, si poteva appurare che questa risultava attiva su diverse celle telefoniche site nell'area di Anversa. Il costante monitoraggio dell'utenza in possesso al fuggitivo, garantito dagli strumenti di cooperazione giudiziaria così attivati dalla Procura della Repubblica di Prato, e le verifiche effettuate tramite le Passenger Information Unit (Piu) di Italia e Spagna hanno successivamente attestato lo spostamento del ricercato dal Belgio alla Spagna. L'uomo, infatti, era riuscito a spostarsi attraverso un volo aereo, utilizzando un passaporto autentico, ma intestato ad un altro cittadino cinese residente a Barcellona, riuscendo così a eludere i controlli alle frontiere e a non essere immediatamente intercettato. Tale circostanza si inserisce in un più ampio quadro di sostegno garantito al fuggitivo da una rete criminale di connazionali operante in diversi Paesi europei, che gli ha fornito supporto logistico, mezzi di trasporto a noleggio e un immobile per la sua ospitalità. Dal 4 agosto le attività di ricerca, sempre coordinate dalla Procura della Repubblica di Prato ed operativamente dirette dal Servizio Centrale Operativo, Fast Italia dello Scip, si sono intensificate grazie allo scambio informativo con la Squadra Mobile di Prato e con il Fast spagnolo, composto da operatori della Unidad de Droga y Crimen Organizado (Udyco). L'azione congiunta ha permesso di monitorare gli spostamenti di Bobo Jiang, dalla periferia di Barcellona fino a brevi incursioni in territorio francese, e di procedere infine al suo arresto nel contesto di una operazione a cui hanno partecipato membri del Servizio Centrale Operativo, della Squadra Mobile di Prato e della Policía Nacional - Udyco. L'operazione ha consentito di dare esecuzione al mandato di arresto europeo emesso il 23 luglio scorso dalla Procura della Repubblica di Prato e trasmesso alla Divisione Sirene dello Scip per l'attivazione delle procedure di localizzazione in tutta l'area Schengen. L'esito positivo, sottolinea un comunicato della polizia, conferma l'efficacia del circuito Enfast nella rapida individuazione e cattura di soggetti pericolosi a livello europeo, grazie all'integrazione tra capacità investigative, strumenti tecnologici avanzati e cooperazione internazionale giudiziaria e di polizia. 

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