L’inchiesta della Procura di Siracusa, avviata a seguito di una segnalazione dell’Agenzia delle Dogane, ha messo in luce un presunto sistema criminale finalizzato, secondo gli inquirenti, all'autoriciclaggio, bancarotta, reati fiscali e associazione a delinquere per la commissione di truffe.
Gli indagati, come riportato dal Fatto, sono in tutto nove tra cui figurano Fabio Granata, ex vicepresidente della Regione Siciliana, ex assessore regionale ed ex presidente della commissione regionale antimafia, i suoi cognati Luigi Martines e Sabrina Cortese, Mia Caldarella e altre cinque persone, tra cui prestanome e amministratori di società.
L’agenzia delle dogane aveva inizialmente fatto una segnalazione sulla galassia societaria di Martines nel settore energetico, la quale avrebbe creato “ingenti debiti erariali, specie derivanti dall’omesso pagamento delle accise”, scrivono i magistrati.
Il sistema, secondo gli investigatori, si basava sull’uso di prestanome e amministratori compiacenti per mascherare le attività illecite.
Per l’accusa Granata fungeva da “investitore occulto” e “reclutatore di prestanome”, rivestendo una “posizione apicale” ma “assai sfumata” nell’organizzazione, avendo versato in via di ipotesi accusatoria 800 mila euro nella Lucas L Srl, società energetica del cognato. In seguito, quando l’azienda è entrata in crisi, Martines avrebbe restituito parte dell’investimento a Granata con 300 mila euro, somme che per gli inquirenti sarebbero “interamente di provenienza delittuosa”.
Granata avrebbe poi reclutato Mia Caldarella, anche lei indagata, come prestanome per le società del cognato.
La donna, interrogata dagli inquirenti, ha raccontato di essere stata minacciata da Granata se non l’avesse sostenuta politicamente durante la sua candidatura del 2017. “Ti tolgo tutto e ti rovino”, avrebbe detto il politico in base alle indagini.
Luigi Martines, cognato di Granata, secondo gli inquirenti, avrebbe assunto il ruolo "di capo, in quanto, tra l'altro amministratore di diritto o di fatto di tutte le società del gruppo operanti sia in Italia (la Onda s.r.l., la Sinergia R & S s.r.l., la Euro Lucas s.r.l., la Lucas Engine s.r.l., la Lucas L s.r.l.) che all'estero (quali la Eurospark Ltd di Malta)".ù
Gli accertamenti delle Fiamme gialle, infine, avrebbero accertato “enormi flussi di denaro confluiti anche all’estero, attraverso società che, direttamente o indirettamente, appaiono riconducibili al Martines”.
La Procura ha così chiesto e ottenuto il sequestro preventivo di 5 milioni e 670 mila euro, nei confronti degli indagati e di otto aziende.
Fonte: Il Fatto Quotidiano
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