Il sindaco Giacomelli si è sistemato in prima fila, accanto a lui un assessore e poche file più indietro l’unico consigliere comunale che in alcune occasioni ha manifestato le sue perplessità e i suoi dubbi su quanto avvenuto in questi anni; in sala, poco più di una dozzina i cittadini del luogo. Questo forse era il risultato, desolante, al quale qualcuno puntava per l’esibizione, lunedì 8 settembre al teatro di Lona, degli ex alunni dell’Istituto Martino Martini di Mezzolombardo che hanno messo in scena “Perfido, per sfidarli dobbiamo impegnarci”. Ma anche stavolta, malgrado il boicottaggio, il teatro era gremito di pubblico, persone giunte dai paesi circostanti, da Lavis, da Trento e sobborghi, con una folta rappresentanza di Mattarello. L’esibizione teatrale era stata pensata per omaggiare il prof. Nando dalla Chiesa che, dal 4 al 9 settembre, ha portato un folto gruppo di studenti dell’Università di Milano a Lona-Lases, il piccolo comune della zona del porfido nel quale è stata individuata la presenza di un “locale” di ‘ndrangheta. L’indagine, condotta dai Carabinieri del ROS, risale agli anni 2017-20 e la fase processuale apertasi alla fine del 2021 ha portato alla conferma in via definitiva del reato di associazione mafiosa per tre imputati, mentre per altri otto, dopo la conferma delle condanne in Appello (anche per sfruttamento del lavoro), si attende il responso della Cassazione. Tuttavia in valle prevale una vulgata minimizzatrice e, nell’imminenza dell’avvio del secondo troncone processuale, l’arrivo a Lona-Lases del prof Nando dalla Chiesa con 25 studenti dell’Università di Milano ha avuto il pregio di avvalorare il lavoro d’indagine condotto dai Carabinieri del Ros, le prime risultanze del processo “Perfido” e, soprattutto, l’impegno tenace dei membri del Coordinamento Lavoro Porfido, di cui sono portavoce. Impegno che si era concentrato nel chiedere l’invio di una Commissione d’accesso a Lona-Lases e successivamente nell’evidenziare un’azione, da parte delle istituzioni, tesa ad evitare in tutti i modi tale evenienza, da noi ritenuta indispensabile al fine di consentire alla comunità di intraprendere un reale percorso di “risanamento”. Per questo i commissari straordinari che si sono succeduti in questo Comune, prima il dott. Federico Secchi e poi l’ex questore di Trento dott. Alberto Francini, appoggiati da quasi tutti gli schieramenti politici provinciali eccetto il M5stelle (rappresentato dal consigliere Alex Marini), hanno tentato in tutti i modi di far eleggere una amministrazione comunale, qualunque essa sia (nel vero senso del personaggio di Antonio Albanese). Di fatto la lista (unica) che, dopo oltre 3 anni di commissariamento, ha raggiunto il quorum, non rappresenta alcunché di nuovo, essendo costruita attorno ad alcuni ex assessori che hanno già dato ampiamente prova del loro impegno disinteressato per la comunità 25 anni fa, all’epoca della frana dello Slavinac, fatto dal quale prende il via lo spettacolo “Perfido, per sfidarli…” messo in scena a Lona.
Nonostante questi amministratori comunali abbiano manifestato il loro interesse per l’iniziativa del prof. Dalla Chiesa, rappresentando “il compiacimento per la proposta nell’ambito del progetto Università itinerante – CROSS” ed evidenziando come essa colga “pienamente gli obiettivi di diffusione culturale e formativa, che valorizzano la partecipazione civica, l’alfabetizzazione critica e la promozione del dibattito pubblico”, il sindaco non ha ritenuto nemmeno di rispondere ad una richiesta di incontro del Clp.
Pur affermando inoltre che i temi trattati erano “di particolare rilevanza, non solo per la comunità accademica, ma anche per il tessuto sociale nel suo insieme, e in linea con le finalità istituzionali di questa amministrazione”, essi hanno negato ogni contributo finanziario all’iniziativa teatrale, aperta gratuitamente alla comunità.
Non solo, nemmeno si sono degnati di essere presenti all’appuntamento, indicando alla comunità amministrata una possibile via di riscatto. Comunità che, ancora una volta, seguendo l’esempio dei suoi “nuovi” amministratori, ha disertato il teatro dando evidente dimostrazione che siamo ben lungi da ogni serio percorso di uscita dalla soggezione fin qui esercitata dall’intreccio di interessi stabilitosi nel corso degli anni tra organizzazioni criminali e parte della locale imprenditoria con forte vocazione predatoria. Vocazione di fronte alla quale ogni esigenza e interesse pubblico ha dovuto soccombere per il prevalere degli ingenti interessi economici privati. Non è casuale che questi appuntamenti siano sistematicamente disertati anche dagli amministratori degli altri comuni della zona del porfido. In particolare preme qui sottolineare l’assenza sistematica degli amministratori comunali del vicino comune di Albiano, nel quale si concentra la maggior parte dell’attività estrattiva del porfido, la cui amministrazione allora in carica, violò apertamente lo statuto comunale non portando in discussione nelle sedi preposte (Consiglio o Giunta) la richiesta, sottoscritta nel febbraio scorso da 34 cittadini, che chiedeva di valutare l’opportunità di costituirsi parte civile nel secondo troncone del processo “Perfido”. Opportunità senz’altro legittima data la richiesta di rinvio a giudizio del comandante e di due sottoposti della Stazione Carabinieri di Albiano, per le vicende connesse con il sequestro e pestaggio di un operaio cinese avvenuto il 2 dicembre 2014. Violando apertamente quanto stabilito dallo Statuto comunale, il sindaco comunicò alla stampa che 10 consiglieri si erano informalmente espressi negativamente in merito alla costituzione di parte civile, ma una tale decisione doveva semmai esser presa nelle sedi istituzionali deputate, previo confronto e mediante votazione, non nella più assoluta opacità! Opacità che nei decenni trascorsi ha consentito il radicarsi, anche ad Albiano, di soggetti che erano emanazione di sodalizi criminali, dei quali i rappresentanti politico-istituzionali hanno per lunghi anni tenacemente negato l’esistenza. Il Trentino veniva dipinto come un’isola felice, un territorio “impermeabile alle mafie”, mentre oggi sappiamo che le cose così non stavano affatto. Come ha scritto sul Fatto Quotidiano il prof. dalla Chiesa si tratta di situazioni che uno non si aspetterebbe certo di trovare in Trentino, invece...
Purtroppo, come mi ha suggerito un amico, “la ‘Ndrangheta collabora alla realizzazione di interessi e profitti concreti e legali e questa è la radice dell’omertà”.
Omertà alla quale il Clp, così come le molte persone che lunedì 8 hanno affollato il piccolo teatro di Lona, non vogliono certo rassegnarsi. Per questo siamo grati al prof. Nando dalla Chiesa e ai suoi studenti che, con la loro attenzione al caso “Perfido”, hanno segnalato in modo autorevole la necessità di impegnarsi affinché il muro dell’omertà venga abbattuto. Questo è il primo passo, necessario, per riaffermare in questa valle i principi e i valori della Costituzione repubblicana. Con particolare riguardo alla tutela dei lavoratori, dei loro diritti e della loro salute e sicurezza, della loro dignità! Per ravvivare la vita democratica fondata sulla libera partecipazione e rimettere al centro l’interesse collettivo e l’etica del bene comune.
ARTICOLI CORRELATI
Processo ''Perfido'', secondo troncone: molti gli interrogativi che attendono risposte
Processo Perfido: la 'Ndrangheta trentina tra pestaggi e relazioni istituzionali
'Ndrangheta in Trentino, processo 'Perfido': confermata la condanna per 8 imputati
