Su mandato del Procuratore della Repubblica di Prato Luca Tescaroli nella mattinata di ieri la polizia e Guardia di Finanza hanno effettuato un accesso nella sede della loggia Sagittario (parte sempre degli Alam) in via Lazzerini e soprattutto la sede provinciale degli Antichi liberi accettati muratori, a palazzo Ubaldino Peruzzi de’ Medici in Borgo dei Greci a Firenze.
Lo scopo era acquisire documenti nell’ambito dell’inchiesta sul ricatto ai danni di Tommaso Cocci, ex capogruppo di Fratelli d’Italia nel consiglio comunale di Prato: in particolare gli elenchi completi degli affiliati, l’atto costitutivo e lo statuto.
La lista completa è stata trovata ieri, in un file custodito in un pc, come riportato da Repubblica.
L’inchiesta, avviata sulla base della denuncia dello stesso Cocci, si concentra su due ipotesi di reato: revenge porn (diffusione di immagini sessualmente esplicite senza consenso) e diffamazione. Le indagini hanno preso il via a seguito dell’invio anonimo di lettere minatorie che includevano una foto intima dell’esponente politico, allegata a gravi accuse, tra cui pedofilia e legami massonici.
Il coinvolgimento della loggia Sagittario è al centro delle indagini: il politico era iscritto e ne ha ricoperto la carica di segretario fino a giugno, quando ha dichiarato di essersi sospeso (“in sonno”) in vista della sua candidatura alle elezioni regionali di ottobre.
Già nei giorni scorsi, la Procura aveva ottenuto gli elenchi degli affiliati alla loggia, ma evidentemente è stato ritenuto necessario intraprendere un accesso diretto per raccogliere ulteriore documentazione utile all’indagine .
Il procuratore Luca Tescaroli ha sottolineato la delicatezza dell’inchiesta, particolarmente in un momento elettorale, e ha ribadito che si procede nel massimo riserbo per tutelare la verità dei fatti e individuare eventuali responsabilità penali.
Nel frattempo, gli accertamenti continuano. Non solo sulla loggia: la Procura ha richiesto anche verbali dal Comune di Prato, tra cui quelli relativi a una mozione sui test antidroga per rappresentanti istituzionali, per verificare possibili legami e contesti collegati alla vicenda.
Nel frattempo, procede l’inchiesta per individuare l’autore della tentata estorsione.
Foto originale © Imagoeconomica
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