Subito dopo il naufragio del superyacht Bayesian, avvenuto il 19 agosto 2024, il comandante "James Cutfield viene portato d’urgenza al pronto soccorso di Termini Imerese. Ma una volta lì, rifiuta ogni trattamento. Niente medicinali. Nemmeno disinfettanti.
Cutfield – raccontano fonti mediche – era in preda al panico. Ma non per il trauma. Per qualcosa d’altro. Diceva di temere un avvelenamento. Parlava sottovoce. Accennava a 'persone che vogliono farmi fuori'. Non si fidava dei medici. Voleva essere lasciato solo. Una reazione simile, in criminologia, non è solo un effetto post-traumatico. È un pattern. Quello che emerge quando il soggetto si percepisce in pericolo non a causa di un evento, ma di qualcuno. Di qualcosa".
Sono queste le rivelazioni inedite del criminologo forense Federico Carbone in un suo articolo pubblicato su DarkSide.
Sono dettagli inquietanti che sollevano domande altrettanto sinistre.
James Cutfield "non era un comandante qualunque. Esperienza internazionale. Anni al comando d’imbarcazioni di lusso. Addestramento in condizioni estreme. Ma quella notte, secondo chi lo ha visto, era un uomo devastato. Non solo dalla paura. Dalla convinzione che qualcuno – là fuori – lo stesse cercando. In criminologia si parla di 'percezione paranoide razionale': quando la paura non è infondata, ma derivata da pressioni reali, anche se invisibili. Possiamo liquidare tutto come stress acuto? O il comportamento del comandante racconta un’altra storia?"
Certamente dietro quel naufragio, di cui ci siamo occupati anche in precedenti articoli, c'è molto altro: come la presenza di "misteriosi agenti" che hanno recuperato il contenuto delle "casseforti con dati criptati prima delle autorità italiane".
Oggi, come ha spiegato Carbone, "grazie a riscontri documentali e testimonianze convergenti, è possibile disegnare un quadro più completo. E più inquietante. A Porticello, piccoli indizi: qualcuno ha tentato di comprare il silenzio. O di forzare le bocche. Giornalisti – stranieri – avrebbero offerto denaro per ottenere testimonianze. Ma perché tanto interesse per una tragedia del mare?"
Le domande si moltiplicano, ma di risposte ancora non c'è ne sono, anzi, "il rapporto della Capitaneria di Porto, lungo 42 pagine - ha scritto Carbone - evidenzia gravi mancanze. I bollettini meteo, diffusi nel pomeriggio precedente, segnalavano temporali e venti pericolosi. Nonostante questo, il comandante James Cutfield decide di non muovere l’imbarcazione. Nessuna manovra preventiva. Nessun ridislocamento in porto".
"Ma non è tutto. Nel momento dell’emergenza, non sarebbero state adottate le misure previste dal protocollo. Mancato allarme generale. Nessun contenimento dell’acqua. Alcune paratie risultano non sigillate. La conclusione del rapporto è netta: mancanze gravi, responsabilità dirette del comandante e di due membri dell’equipaggio. Ipotesi di reato: omicidio colposo e naufragio colposo".
"L’intervento del MI6, la psicosi del comandante, la rapidità con cui gli hard disk sono spariti… sono troppe coincidenze", ha concluso il criminologo.
Il contenuto della cassaforte
Per il criminologo Federico Carbone, l'affondamento del Bayesian, avvenuto 1 anno fa, fu un qualcosa legato ad "interessi esterni che abbiano contribuito a determinare quella catena di eventi". Inoltre, per quanto riguarda le casseforti, afferma che "l’ipotesi che siano state aperte e poi fatte sparire informazioni cruciali non può essere esclusa", come anticipato dal "Giornale d'Italia".
Il criminologo ha ribadito che "la questione delle casseforti a bordo, mai chiarita ufficialmente, non è semplice suggestione. Negli ultimi mesi ambienti vicini al mondo militare hanno confermato che la pista seguita dall’MI6 fosse tutt’altro che infondata. Se davvero all’interno vi erano supporti sensibili, l’ipotesi che siano state aperte e poi fatte sparire informazioni cruciali non può essere esclusa. È uno scenario scomodo, certo, ma proprio per questo inquietante: perché quando in gioco ci sono dati di valore strategico, la linea che separa l’incidente dall’operazione mirata può essere molto sottile”.
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